Università Roma Tre e carabinieri in difesa della bellezza -3-

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Roma, 22 nov. (askanews) - Il percorso della mostra - Non solo dipinti su tavola, tela, carta, ricami e opere polimateriche d'arte contemporanea, ma anche sculture ispirate al sacro e alla cultura giapponese, insieme a proiezioni in 3D in una sezione multimediale ad hoc, curata dal Laboratorio geocartografico "Giuseppe Caraci" del Dipartimento di Studi Umanistici di Roma Tre.

La diversa tipologia dei materiali falsificati, allusivi ad epoche ed aree geografiche diverse (avori, superfici dipinte, leghe metalliche, pietre dure), ha richiesto approcci differenziati e propri sia della diagnostica umanistica che di quella tecnologico-scientifica. Dalla falsificazione di reperti archeologici (ceramiche, bronzetti, monete, affreschi) a quella di famosi artisti contemporanei, che rimandano allo sviluppo storico della cultura euro-mediterranea, fino alla più problematica valutazione della contraffazione di oggetti pertinenti all'area asiatica, il percorso della mostra propone 7 sezioni tematiche: 1) Un fenomeno da contrastare ad ampio raggio; 2) Autentici, falsi, pasticci; 3) Oltre i confini disciplinari: lo sguardo sull'opera e dentro l'opera; 4) La difficoltà di distinguere tra vero e falso; 5) Simulare cronologie, materiali e tecniche; 6) Danni culturali e danni economici del falso nell'arte: casi di studio; 7) Il "peggio" e il "meglio" tra i falsi in mostra.

Le tecniche diagnostiche - La presenza di nuclei consistenti di opere a firma dello stesso artista, ha permesso un'analisi comparata dei dati. Una particolare attenzione è stata dedicata allo studio delle tecniche di esecuzione, compreso l'esame grafologico delle firme e di altre iscrizioni presenti sul retro di alcune opere, nonché alle ricerche d'archivio. Attraverso la sintesi degli apparati didattici e la visione delle opere in mostra il visitatore potrà quindi cogliere gli aspetti principali di un fenomeno, complesso e insidioso, che bisogna conoscere per non farsi ingannare. (Segue)