Università di Oxford: "Il rischio di trombosi è 100 volte superiore con il Covid"

Lorenzo Santucci
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Medical staff member prepares a shot of the AstraZeneca COVID-19 vaccine at SSE Arena which opened this morning and will operate as a mega regional vaccination centre in Belfast, Northern Ireland March 29, 2021. REUTERS/Clodagh Kilcoyne (Photo: CLODAGH KILCOYNE via REUTERS)
Medical staff member prepares a shot of the AstraZeneca COVID-19 vaccine at SSE Arena which opened this morning and will operate as a mega regional vaccination centre in Belfast, Northern Ireland March 29, 2021. REUTERS/Clodagh Kilcoyne (Photo: CLODAGH KILCOYNE via REUTERS)

“Il rischio della rara coagulazione del sangue nota come trombosi venosa cerebrale (Cvt) a seguito di infezione da Covid-19 è circa 100 volte maggiore del normale, molte volte superiore a quella post-vaccinazione o in seguito all’influenza”. Lo hanno affermato i ricercatori dell’Università di Oxford - guidati dal professor, Paul Harrison, e dal dottor, Maxime Taquet del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford e del Nihr Oxford Health Biomedical Research Center - in uno studio in cui hanno contato il numero di casi di Cvt diagnosticati nelle due settimane successive alla diagnosi di Covid, o dopo la prima dose di un vaccino. Gli scienziati, poi, hanno confrontato i casi con le incidenze calcolate di Cvt in seguito all’influenza e al livello di fondo nella popolazione generale.

“Siamo giunti a due importanti conclusioni”, sottolinea il gruppo di ricercatori. “In primo luogo, Covid-19 aumenta notevolmente il rischio di Cvt, aggiungendosi all’elenco dei problemi di coagulazione del sangue causati da questa infezione. In secondo luogo, il rischio Covid è più alto di quello che vediamo con gli attuali vaccini, anche per gli under 30; qualcosa che dovrebbe essere preso in considerazione quando si considera l’equilibrio tra rischi e benefici per la vaccinazione”. La ricerca ha confrontato, nel dettaglio, i casi segnalati di Cvt nei pazienti Covid rispetto ai casi Cvt in coloro che hanno ricevuto un vaccino Covid. “In questo studio su oltre 500 mila pazienti Covid, la Cvt”, affermano da Oxford, “si è verificata in 39 su un milione di pazienti. In oltre 480 mila persone che hanno ricevuto un vaccino mRNA Covid (Pfizer o Moderna), la Cvt si è verificata in 4 su un milione. È stato segnalato che la Cvt si verifica in circa 5 persone su un milione dopo la prima dose del vaccino AZ-Oxford Covid-19. Rispetto ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.