Uno Bianca, l'appello dei familiari delle vittime: "Riaprite le indagini"

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"Noi familiari siamo determinati nel ricercare la verità, anche se lontana e difficile da raggiungere e auspichiamo una riapertura delle indagini". Così, in una lettera, i familiari dei tre carabinieri uccisi dalla banda della Uno Bianca, Mauro Mitilini, Otello Stefanini e Andrea Moneta, nel giorno del ventinovesimo anniversario dell’eccidio, rivolgono un appello affinché siano riaperte le indagini sui killer che, tra il 1987 e il finire del 1994, fecero 24 morti e più di 100 feriti. Per i familiari dei militari uccisi quella sera del 4 gennaio del 1991, "un contributo in questa direzione potrebbe arrivare anche dalla preannunciata informatizzazione e pubblicazione degli atti processuali, così come avvenuto per altre vicende giudiziarie". 

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"Ci batteremo - sottolinea la missiva - affinché venga fatta piena luce sulle tante ombre che aleggiano su questa vicenda e continueremo ad opporci a vergognosi sconti di pena per coloro che si sono macchiati di crimini così efferati". 

"Le istituzioni del nostro Paese hanno il dovere di attivarsi per fare chiarezza su questi sette anni di terrore - sottolinea l’appello, consegnato, al termine della commemorazione di stamani, a Bologna, da Ludovico Mitilini - perché le vittime della Uno Bianca e i loro familiari hanno pagato un prezzo altissimo che merita rispetto e giustizia".