Uomo accusato di omicidio passa cinque anni in prigione per negligenza

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L’afroamericano Herbert Alford ha trascorso in prigione gli ultimi cinque anni della sua vita, dopo essere stato accusato e condannato ingiustamente per omicidio.

USA, afroamericano innocente in carcere accusato di omicidio

La particolare vicenda giudiziaria si è svolta nel Michigan, negli Stati Uniti d’America, e ha coinvolto un uomo innocente di origine afroamericana, Herbert Alford, imprigionato con l’accusa di omicidio.

Sulla base delle ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine statunitensi, Helbert Alford era stato identificato come il responsabile della morte di Michael Adams, deceduto alle ore 14:56 del 18 ottobre 2021 nel blocco 3400 di Pleasent Grove a Lansing, nello Stato del Michigan.

Nonostante quanto asserito dagli agenti americani, però, al momento del delitto, Herbert Alford si trovava all’aeroporto di Lansing, situato a circa 20 minuti di distanza dal luogo del crimine, per portare a termine una transazione di noleggioauto con la Hertz.

Proprio la transazione di noleggio si è rivelata il tassello fondamentale per decretare la sorte di Alford. Sin dal primo giorno in cui gli sono state mosse le accuse di omicidio, i legali dell’uomo hanno contattato la società Hertz, richiedendo una copia dell’avvenuta transazione in modo tale da poter dimostrare agli inquirenti che, in alcun modo, il loro cliente poteva essere responsabile del crimine.

A questo proposito, la società Hertz ha ricevuto non solo richieste e sollecitazioni da parte dei legali di Alford ma anche svariati ordini e citazioni in giudizio da parte del tribunale sia durante che dopo la conclusione del processo.

Il ruolo cruciale della ricevuta della Hertz

Anche in seguito all’emanazione della condanna per omicidio di secondo grado emessa ai danni di Herbert Alford nel 2011 o all’arresto avvenuto il 26 maggio 2015, la Hertz non ha mai inviato il documento, corredato di data e ora, che avrebbe fatto cadere tutte le accuse nei confronti del sospettato.

Alla fine del processo, quindi, Herbert Alford era stato definitivamente condannato a scontare tra i 30 e i 60 anni di carcere. In questo contesto, l’uomo ha passato in prigione circa cinque anni della sua vita prima che la società fornisse finalmente la ricevuta della transazione, nel corso del 2018. A questo punto, il recluso ha potuto dimostrare la sua innocenza e tornare in libertà.

Il documento rilasciato da Hertz, infatti, ha evidenziato che la transazione effettuata da Alford era stata conclusa alle ore 15:00 ossia quattro minuti dopo la sparatoria segnalata in città che aveva causato la scomparsa di Michael Adams.

La scarcerazione di Herbert Alford e la causa contro Hertz

Nella contea di Ingham, Herbert Alford è stato ufficialmente prosciolto dalla condanna nel 2020. Dopo la scarcerazione, l’uomo ha deciso di intentare una causa contro Hertz, accusata di non aver fornito le prove necessarie per affrontare il processo in modo tempestivo.

Sulla questione, è intervenuto il legale di Alford, Jamie White, che ha dichiarato pubblicamente: «Hanno brutalmente ignorato la sua richiesta di cooperazione. Per questo motivo Hertz è finanziariamente responsabile per i danni che ha subito Herbert Alford. Se un’entità aziendale vuole partecipare alla nostra comunità, ha la minima responsabilità di partecipare ai processi che proteggono le persone. Non puoi prendere soldi dalle persone e quindi ignorare le richieste di documenti legittimi che, in questo caso, avrebbero potuto salvare la vita a qualcuno».

Il legale, inoltre, ha anche voluto precisare che il suo assistito avrebbe dovuto affrontare un ergastolo in piena regola, qualora avesse dovuto scontare l’intera pena commensuratagli.

Le dichiarazioni della portavoce Hertz e del legale di Alford

In relazione alla vicenda di Herbert Alford, la società Hertz ha commentato l’accaduto descrivendosi come «profondamente rattristata» per quanto l’uomo sia stato costretto a subire e sopportare.

Allo stesso modo, la portavoce della Hertz, Lauren Luster, ha affermato: «Anche se non siamo stati in grado di trovare il record storico di noleggio dal 2011, quando è stato richiesto nel 2015, abbiamo continuato i nostri sforzi in buona fede per individuarlo. Con i progressi nella ricerca dei dati negli anni seguenti, siamo stati in grado di individuare il record di noleggio nel 2018 e di fornirlo prontamente».

Le parole della portavoce Luster, tuttavia, sono state confutate dall’avvocato Jamie White che, circa il ritardo nella consegna del documento, ha espresso la propria opinione, spiegando: «Questa è un’organizzazione globale con un’enorme quantità di risorse. L’unica cosa che ha senso per me è che abbiano guardato questo afroamericano, che presumibilmente sarebbe stato condannato, e non hanno avuto tempo per questo».

Il legale di Alford, quindi, ha voluto sottolineare, con le sue parole, un preciso movente raziale manifestato dalla società, ribadendo i pregiudizi nutriti verso la comunità afroamericana da parte di ampi settori della popolazione americana.