L'uomo che vuole sposare il suo pc: "meglio fare sesso con lui che con una donna"

Il logo di Apple. REUTERS/Robert Galbraith

Forse suggestinato dal film di Spike Jonze Her, Chris ha preso una decisione rivoluzionaria: vuole sposare il suo portatile. Chris Sevier è un ex giudice e un veterano dell'esercito statunitense e ha iniziato a passare molto tempo in compagnia del suo laptop, tanto da preferire lui alle donne in carne ed ossa per avere un rapporto sessuale.

I giudici ovviamente gli hanno negato la possibilità di realizzare il suo sogno d'amore. Chris non si è arreso e ha presentato una mozione, cercando di inserirla in una recente causa aperta dalla American Civil Liberties Union (ACLU) a proposito dei matrimoni gay. La ACLU infatti protesta contro il mancato riconoscimento da parte dello stato della Florida dei matrimoni gay celebrati in altri stati dove la pratica è perfettamente legale.
In questo contesto è dunque intervenuto Chris Sevier, che si è detto “rappresentante di altri gruppi di orientamento sessuale”: secondo Sevier se una coppia gay ha il diritto di sposarsi anche senza possedere corrispondenza di organi sessuali, allora anche lui deve avere il diritto di sposare l’oggetto sessuale preferito. In questo caso, un computer.

“Recentemente ho acquistato un computer Apple. Il computer mi è stato venduto senza filtri per bloccare la pornografia. Non mi è stato fornito alcun avviso da parte di Apple sul fatto che la pornografia può essere molto coinvolgente. Nel corso del tempo, ho cominciato a preferire il sesso con il mio computer rispetto al sesso con le donne reali. Mi sono “innamorato del mio computer”".

Nel film di Spike Jonze Joaquin Phoenix si innamorava di un sistema operativo, ma non arrivava a volerlo sposare anche perché era proprio il programma a lasciarlo. Chissà come la prenderebbe Chris se, arrivando a sposare il suo laptop, questi chiedesse il divorzio!

Ma quella di Chris Sevier sembra più che altro una provocazione: evidentemente contrario ai matrimoni gay, ha presentato la sua mozione per tentare di mettere i bastoni tra le ruote all'ACLU, mettendo in ridicolo la loro azione.

Chris inoltre non è un novellino di cause e petizioni stravanti: aveva già fatto causa ad Apple proprio perché crede che la casa di Palo Alto l'abbia reso un “porno-dipendente”. Azione ovviamente caduta nel vuoto.