Uragano Florida, la storia dietro all'unica casa senza danni rimasta sulla costa

Il Sand Palace dopo il passaggio dell’uragano (Getty Images)

A Mexico Beach, in Florida, l’uragano Michael ha distrutto praticamente tutta la città. Una casa, però, è rimasta in piedi con danni assolutamente risibili in confronto agli altri. E la storia dietro a questa casa è ora diventata un affare nazionale dopo un lungo articolo sul New York Times e un video mostrato sulla televisione ABC.

L’edificio, denominato ‘Sand Palace’ e dato in affitto d’estate, è stato costruito ed è gestito da tal Russell King e dal nipote, il radiologo 54enne Lebron Lackey. Quando qualche anno fa avevano deciso di costruire la casa, avevano pensato che sarebbe stato meglio prevenire un possibile devastante uragano, scegliendo di spendere più soldi al fine di avere un appartamento sicuro e resistente. L’hanno costruita in calcestruzzo, in una zona ove sono legno e pannelli a essere per lo più utilizzati. I fatti hanno dato loro ragione: la loro casa è ancora in piedi, mentre buona parte delle altre è stata spazzata via da venti prossimi ai 250 km/h.

Sand Palace (foto: Sand Palace of Mexico Beach)

L’uragano, terzo nella storia recente degli Stati Uniti in quanto a violenza, era più distruttivo dell’uragano Katrina. Ha provocato la morte di 18 persone e ha devastato la cittadina di Mexico Beach, la prima a essere investita sul suolo statunitense. Il Sand Palace, grazie alla lungimiranza dei suoi proprietari, ha invece dato prova di essere stato abbastanza resistente. Pochi i danni: una scala esterna spazzata via, il piano terra, adibito a garage e montato a pannelli, buttato giù dall’acqua. Ai piani superiori, qualche piccolo lavoretto sarà necessario: riattaccare il condizionatore d’aria, riparare alcuni tubi. Tanto per fare un confronto, alcune case in legno sono state rase al suolo, e di esse rimangono solamente le fondamenta.

Sand Palace, l’interno (foto: Sand Palace of Mexico Beach)

King ha spiegato perché hanno investito più denaro del previsto per costruire una casa da affittare: “Volevamo una casa bella, con una vista stupenda. Ma anche costruita per resistere alle forze della natura. Non pensavamo che il big one sarebbe arrivato così presto. Il pianeta si sta surriscaldando e le tempeste diventano sempre più forti: la gente che vive sulle coste deve essere pronta“. Oltre ai muri, alle fondamenta e ai piloni in calcestruzzo, con rinforzi laterali e cavi in acciaio, il tetto è stato costruito in modo da non far passare nemmeno un refolo d’aria, soluzione che non permette all’uragano di sollevare la struttura. I doppi e i tripli vetri sono rimasti intatti.

Mexico Beach, i danni (Getty Images)

Ora i residenti e altri abitanti sulle coste statunitensi chiedono consiglio a King e a Lackey su come costruire le loro case, o su come rifarle. Con l’uragano che ha investito per prima la loro casa, anche il vicino (dietro risalendo la costa) ha beneficiato del ‘riparo’, soffrendo pochissimi danni: per cui tutti si stanno ‘accorgendo‘ che una casa ben fatta può salvare vite umane.

King racconta infatti che tutte le case costruite a Mexico Beach negli anni ’70 sono state spazzate via. E tra i media ricorre il solito discorso, che sentiamo purtroppo in caso di terremoti o altri cataclismi – anche dalle nostre parti: ‘bisogna costruire con i criteri giusti’. Che siano antisismici o antiuragano, è l’ennesima dimostrazione che senza pianificazione e lungimiranza, non si va da nessuna parte.

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