Urso (Fdi): Italia penalizzata, paga dazio tre volte alla Germania

Pol/Arc

Roma, 18 nov. (askanews) - "L'aumento dello spread dovuto anche a fattori tecnici che si aggiungono a quelli politici è il segnale che la "luna di miele" di questo governo sia finita anche in Europa, persino nel rapporto con la Germania". È quanto ha dichiarato, in un'intervista a FinanciaLounge.com, portale del risparmio gestito, l'ex ministro delegato al Commercio Estero, Adolfo Urso, responsabile per l'impresa di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Copasir. "La legge di manovra è apparsa carente, meramente contabile - ha spiegato - soprattutto è esploso il caso Ilva che ha evidenziato la mancanza di cultura industriale del nuovo esecutivo. Berlino non concede sconti neppure a chi si mostra prone ai suoi desideri". In particolare "rispetto alla Germania l'Italia paga tre volte - ha ammonito Urso - per il differenziale di spread, per il surplus commerciale che ormai ha superato l'8% del Pil, ma anche per le reazioni degli Stati Uniti rivolte contro il colosso tedesco, motivate appunto proprio dal surplus commerciale ma anche dalle sovvenzioni illegali alle aziende come dimostra il caso Airbus. Insomma, una volta si sarebbe detto 'cornuti e mazziati'".

Ma non basta, sono anche i calcoli fatti del governo e, in particolare dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, a non convincere il senatore di Fratelli d'Italia: "Lo spread che cresce è solo la punta dell'Iceberg - ha spiegato Urso a FinanciaLounge - La manovra è costruita su entrate del tutto infondate: sovrastimate sia le tasse, come quella sulla plastica, sia le privatizzazioni del tutto irreali, sia il recupero dall'evasione fiscale. Essa è fatta per metà da più deficit e per metà da voci in gran parte sovrastimate che renderanno obbligatoria una manovra aggiuntiva in primavera, se a ciò si aggiunge l'intervento per evitare la chiusura dell'llva e l'aumento dello spread, l'iceberg schianterà la nave Italia".