Urso: "Il taglio del cuneo sarà graduale nel tempo". Bonomi: possibile impegnare 50 miliardi

Agf

AGI - “La rotta tracciata è sicuramente quella del taglio al cuneo fiscale, siamo consapevoli che è quello che serve e siamo certi che avverrà, gradualmente nel tempo, per incentivare il lavoro nel nostro Paese aumentando il divario tra chi vive con un sussidio dello Stato e chi vive contribuendo a creare un reddito per la sua famiglia e il suo Paese”.

Lo ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso parlando dal palco del Forum Piccola Industria di Confindustria.

 

Il taglio del cuneo fiscale deve consentirci di aumentare il compenso in busta paga. Il reddito di cittadinanza va mantenuto solo per chi non puo' lavorare o per le famiglie numerose. 1/2 pic.twitter.com/xaUibe0LJa

— Adolfo Urso (@adolfo_urso) November 7, 2022

 

“La politica industriale manca da troppo tempo nel nostro Paese. La politica industriale italiana la si può realizzare solo in Europa con la revisione del patto di stabilità e di sviluppo altrimenti questo ci accompagnerà in un decrescita dell'Europa”. Ha detto ancora Urso. “Bisogna puntare alla realizzazione di campioni europei. In alcuni casi saranno italiani, in altri casi saranno frutto di partnership, in altri parteciperemo ad una filiera trainata da aziende leader di altri Paesi europei. Ma i problemi sono comuni, la Germania e la Francia non stanno meglio di noi” ha poi concluso il ministro.

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi commentando il dl Aiuti quater a margine del Forum ha spiegato che il taglio del cuneo fiscale resta una delle urgenze: “Se vogliamo rimettere soldi in tasca agli italiani, specialmente quelli con redditi bassi che hanno sofferto durante la crisi e stanno soffrendo i colpi dell'inflazione, bisogna tagliare le fasce”, ha spiegato Bonomi. “Un Paese che spende oltre mille miliardi all'anno di spesa pubblica può riconfigurare il 4/5% di questa spesa, quindi cinquanta/sessanta miliardi, e avere le risorse per fare questo intervento”, ha concluso.

"Abbiamo visto del provvedimenti positivi come le risorse stanziate per contenere il caro bollette, il provvedimento sul gas release, l'intenzione comunque di tenere la barra dritta sulla finanza pubblica. Quello che secondo noi sta mancando è un intervento strutturale sui temi del lavoro".

"Le urgenze sono quelle che abbiamo detto da tempo: dedicare tutte le risorse disponibili sul caro bollette, avere un grande occhio alla finanza pubblica, ovviamente, e fare degli interventi importanti sul tema del lavoro, il primo dei quali è il taglio al cuneo fiscale" ha poi proseguito.

Il taglio del cuneo fiscale resta una delle urgenze per il presidente di Confindustria: "Se vogliamo rimettere soldi in tasca agli italiani, specialmente quelli con redditi bassi che hanno sofferto durante la crisi e stanno soffrendo i colpi dell'inflazione, bisogna tagliare le fasce", ha spiegato Bonomi.

"Un Paese che spende oltre mille miliardi all'anno di spesa pubblica può riconfigurare il 4/5% di questa spesa, quindi cinquanta/sessanta miliardi, e avere le risorse per fare questo intervento", ha concluso su questo punto.

"I fringe benefit non ci convincono molto", ha dichiarato il numero uno dell'associazione. "Primo perché la platea dei lavoratori che usufruisce di queste agevolazioni è molto ridotta, i primi conteggi parlano di circa un 17% quindi molto pochi; secondo non ci convince perché si sposta la palla nel campo delle imprese". Ha quindi spiegato: "Alcune imprese li potranno erogare, altre li potranno erogare in maniera parziale e altro non potranno pagarli perché non sono nelle condizioni in questo momento dato l'aumento delle materie prime e dei costi energetici di avere spazi di bilancio e di finanza per poterlo pagare - ha poi aggiunto - quindi noi chiediamo che l'assunzione di responsabilità, se si vuole intervenire a favore dei lavoratori per mettere più soldi in tasca agli stessi, sia presa dal parte del governo: il taglio delle tasse sul lavoro".