Ursula slitta a dicembre, la manovra sul tavolo di Moscovici

Angela Mauro
European Commission's president-designate Ursula von der Leyen speaks during a news conference at the EU Commission headquarters in Brussels, Belgium September 10, 2019. REUTERS/Yves Herman

“Non vedo l’ora di cominciare...”, dice Paolo Gentiloni davanti alla Commissione europea subito dopo un incontro di cortesia con il presidente Jean Claude Juncker. Ma il commissario agli Affari economici dovrà aspettare. Come dovranno fare lo stesso Juncker e tutta la squadra di Palazzo Berlaymont. È ormai certo: il passaggio di testimone con Ursula von der Leyen slitterà a dicembre, al minimo, dopo la bocciatura dei candidati di Romania, Ungheria e soprattutto della francese Sylvie Goulard, il caso politicamente più dirompente e polemico.

Il primo effetto è che sarà l’attuale commissario Pierre Moscovici a esaminare la legge di bilancio italiana, come per tutti gli altri Stati della zona euro.

Intanto è inutile sperare: von der Leyen non farà in tempo a ottenere il via libera dall’Europarlamento alla plenaria di Strasburgo la prossima settimana. In Romania è anche caduto il Governo socialista. Al momento, a Bucarest è tutto fermo sulla nomina del nuovo candidato al posto di Rovana Plumb, bocciata per inchieste di corruzione ancor prima delle audizioni nelle commissione dell’Europarlamento. Ma il caso più ingarbugliato è quello francese, per la scia di polemiche che la bocciatura di Goulard ha provocato a Parigi la scorsa settimana. Secondo fonti Ue, al posto di Goulard, l’Eliseo potrebbe candidare Michel Barnier, il capo negoziatore Ue sulla Brexit che proprio in queste ore sta tentando, molto a fatica, di chiudere un accordo con Boris Johnson.

Ieri sera Macron ha ricevuto all’Eliseo von der Leyen, un incontro definito cordiale, ma il nome del nuovo commissario ancora non c’è ufficialmente. Di certo, il presidente francese resiste al pressing delle forze politiche all’Europarlamento (in testa il Ppe, soprattutto quello tedesco che ha capeggiato la rivolta contro Goulard) secondo cui Parigi dovrebbe alleggerire i portafogli assegnati, mercato interno e industria della difesa. Sono deleghe molto pesanti che però Macron vuole...

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