Usa, 30mila morti in un anno per inquinamento atmosferico

Mda

Milano, 24 lug. (askanews) - Secondo uno studio pubblicato ieri, più di 30.000 decessi negli Stati Uniti in un solo anno potrebbero essere stati causati dall'inquinamento atmosferico. Si tratta di morti che si sono verificate anche se quasi ogni contea degli Stati Uniti è rimasta all'interno degli standard federali di qualità dell'aria. Ciò suggerisce che sono necessari regolamenti più rigorosi per proteggere la salute, affermano i ricercatori.

"La grande conclusione è che abbassare i limiti dell'inquinamento atmosferico potrebbe ritardare negli Stati Uniti, decine di migliaia di morti ogni anno", ha detto Majid Ezzati, autore principale dello studio e professore di Salute ambientale globale all'Imperial College Londra. La ricerca, pubblicata oggi sulla rivista PLOS Medicine, ha stimato i decessi per il 2015, l'anno più recente per il quale erano disponibili i dati. I ricercatori hanno analizzato le tendenze della qualità dell'aria da quell'anno fino al 1999 in oltre 750 stazioni di monitoraggio negli Stati Uniti continentali. Hanno esaminato specificamente il particolato, piccole particelle inalabili nell'aria che possono entrare nel flusso sanguigno.

Lo studio ha confrontato i dati sulla qualità dell'aria con le informazioni disponibili sui decessi, cercando connessioni tra inquinamento e malattie cardiorespiratorie, che si pensa siano innescate o aggravate dall'aria densa di particelle. Mentre il particolato è diminuito negli ultimi due decenni, i ricercatori hanno di nuovo collegato l'inquinamento rimasto alle morti che si sono verificate in tutto il paese. Il team ha anche controllato una varietà di fattori - tra cui età, istruzione, povertà e tassi di fumo - che avrebbero potuto spiegare perché le aree con più inquinamento hanno registrato una salute peggiore. "Facendo tutto ciò che si può ragionevolmente fare per escludere altre spiegazioni, si finisce comunque con alcune decine di migliaia di morti", ha detto Ezzati.

I ricercatori hanno scoperto che il legame tra inquinamento atmosferico e tassi di mortalità era maggiore nelle aree con redditi più bassi, in luoghi con una proporzione più alta di neri americani e in regioni con un minor numero di persone diplomate al liceo. Lo studio ha anche scoperto che Los Angeles e alcuni stati del Sud - tra cui Arkansas, Oklahoma e Alabama - hanno dovuto affrontare le maggiori perdite di aspettativa di vita a causa del particolato.

In realtà inasprire gli standard di qualità dell'aria - che migliorerebbero la salute di tutti - potrebbe essere un'impresa difficile. Sebbene i benefici per la salute derivanti dalle grandi riduzioni dell'inquinamento nelle principali aree metropolitane siano "ampiamente riconosciuti", lo studio afferma che "esiste una resistenza politica alle azioni per abbassare ulteriormente le concentrazioni di inquinanti". Per Ezzati, tuttavia, la scienza è chiara. "Se rendiamo gli standard attuali più rigorosi", ha detto, "esiste un'alta probabilità che ritarderemo decine di migliaia di morti ogni anno e per questo le persone vivranno più a lungo".