Usa-Cina, forse oggi ci sarà summit virtuale Biden-Xi

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Roma, 28 lug. (askanews) - Dovrebbe aver luogo oggi l'atteso colloquio a distanza tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping, ma non è ancora chiaro a che ora. Lo ha segnalato un funzionario della Casa bianca alla CNN. E si tratta di un abboccamento importante, perché viene in un momento di alta tensione tra le due potenze, in particolare riguardo la vicenda di Taiwan.

Da giorni la Casa bianca segnalava che ci sarebbe stato a breve il quinto summit virtuale tra i due leader, con Biden uscito ieri dalla quarantena per il Covid. Il ministero degli Esteri cinese, invece, continua a mantenersi abbastanza abbottonato.

Ieri il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa John Kirby era tornato sull'argomento, confermando il summit virtuale "nei prossimi giorni" e ne aveva sottolineato l'importanza non tanto perché ci si attende una soluzione ai motivi di reciproco risentimento, ma perché si ritiene fondamentale verificare la possibilità di comunicazione reciproca: "E' una cosa chiave: il presidente vuole assicurarsi che le linee di comunicazione con il presidente Xi rimangano aperte, perché devono esserlo".

Il tema più bollente al momento, sembra essere quello di Taiwan, con l'imminente visita della speaker della Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi, che sarebbe la più importante esponente istituzionale americana ad andare nell'isola che Pechino rivendica come parte integrante del proprio territorio sovrano.

Il Pentagono ha giudicato inopportuna la visita di Pelosi e Biden, rispondendo alle domande sulla questione, ha assunto questa valutazione dei militari, ripetendola e quindi implicitamente condividendola. D'altronde, lo stesso staff di Pelosi non ha ufficialmente annunciato ancora la visita già rimandata ad aprile a causa del Covid. E, a quanto scrive la Cnn, l'amministrazione Biden sta lavorando sotto traccia per convincere la speaker democratica a lasciar perdere.

Ieri Pechino ha minacciato "forti misure" se la visita di Pelosi avverrà effettivamente: l'arrivo di una personalità della sua caratura istituzionale, una cosa mai vista da quanto gli Usa hanno riconosciuto la Repubblica popolare cinese come rappresentante dell'unica Cina, è vista come una provocazione intollerabile.

La situazione sta facendo alzare il livello della tensione e sia gli Stati uniti che la Cina hanno aumentato il livello dlela loro presenza militare nel Mar cinese meridionale e attorno a Taiwan. Ieri, dopo essere partita da Singapore, la squadra navale guidata dalla portaerei Usa Ronald Reagan puntava verso nord, mentre le forze cinesi hanno spostato su basi costiere un gran numero di aerei da guerra.

Oltre a questi temi regionali - ma, vista l'importanza della regione, si tratta di questioni globali - nel colloquio si parlerà certamente anche di Ucraina, con gli Usa che hanno puntato il dito contro Pechino sostenendo che sostiene la Russia, mentre la Cina accusa gli Usa il conflitto russo-ucraino come strumento della sua strategia anti-russa.

Sul fronte dell'economia, poi, Biden sta ragionando sull'ipotesi di revocare alcuni dazi imposti dal suo predecessore, Donald Trump, su merci cinesi, alla luce della galoppante inflazione, per dare ossigeno ai consumatori americani. Restano tuttavia aperti dossier molto scottanti, come quello delle accuse americane di spionaggio industriale nei confronti di Pechino.

Inoltre gli Usa stanno mettendo in campo una politica aggressiva di sussidi per portare in America la produzione di chip, mentre sulle compagnie cinesi pesa una certa pressione regolatoria.

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