Usa, Corte Suprema verso la revoca del diritto all’aborto

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Washington, 3 mag. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti si prepara a ribaltare la storica sentenza del 1973 in cui riconosceva il diritto all’aborto, assicura oggi il quotidiano Politico, che si basa su una fuga di documenti senza precedenti.

Il quotidiano afferma di avere ottenuto la bozza della decisione a maggioranza scritta dal giudice conservatore Samuel Alito e datata 10 febbraio, che può ancora essere negoziata fino a quando non sarà pubblicata entro il 30 giugno.

Roe contro Wade, la storica sentenza pronunciata dalla Corte suprema degli Stati Uniti d’America nel 1973 che rappresenta uno dei principali precedenti riguardo alla legislazione sull’aborto, era “completamente infondata fin dall’inizio”, è scritto in questo testo “Riteniamo che Roe contro Wade debba essere cancellato”, aggiunge il giudice Alito, per il quale il diritto all’aborto “non è tutelato da nessuna disposizione della Costituzione”.

Se questa conclusione sarà accettata dall’Alta Corte, gli Stati Uniti torneranno alla situazione in vigore prima del 1973, quando ogni stato era libero di vietare o autorizzare gli aborti. Date le significative divisioni geografiche e politiche sull’argomento, metà degli Stati, soprattutto nel centro e nel sud conservatore, dovrebbero bandire rapidamente la procedura dal proprio suolo.

La fuga di notizie dalla Corte suprema, grazie alla quale il giornale Politico ha appreso che la massima istanza giudiziaria Usa ha votato a maggioranza per la cancellazione della sentenza Roe contro Wade e quindi ha aperto la strada a una revoca del diritto di interruzione della gravidanza, ha innescato proteste già nella notte americana e dimostranti si sono riuniti all’esterno della corte per contestare la decisione. Lo segnala il New York Times.

Secondo il giornale, il sentimento tra i dimostranti era un misto di rabbia e lutto. Alcuni si sono seduti silenziosamente a terra davanti a una fila di candele accese. Altri si sono messi in cerchio, urlando slogan contro il pronunciamento della Corte suprema.

La scena ha ricordato – scrive il NYT – la veglia notturna messa in atto dopo la morte della giudice suprema Ruth Bader Ginsburg nel 2020, che già presagiva la messa in discussione del diritto all’aborto. Molti dei manifestanti hanno sostenuto che il pronunciamento fa capire come sia imminente la fine di questa possibilità per le donne.

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