Usa e Cina lavorano a una tregua sui dazi

Alessandro Galiani

Pechino e Washington stanno cercando di concordare un cessate il fuoco nella guerra dei dazi che dovrebbe essere siglata nelle prossime settimane tra Donald Trump e Xi Jinping. E su indiscrezioni di stampa, i mercati viaggiano in territorio positivo: lo yuan si è rafforzato scendendo, per la prima volta dai primi di agosto, sotto quota sette sul biglietto verde. Precisamente a 6,985 sul dollaro. E anche le Borse hanno festeggiato il riavvicinamento tra i due Paesi, con un rally in Europa e rialzi record a Wall Street.

Le indiscrezioni di stampa sono state riportate dal Financial Times, che cita fonti vicine alla trattativa: gli Stati Uniti potrebbero rimuovere i dazi del 15% imposti lo scorso primo settembre su circa 112 miliardi di beni cinesi importati tra cui abbigliamento, elettrodomestici e monitor a schermo piatto proprio su richiesta di Pechino. E questa concessione servirebbe a sigillare l'accordo parziale che di fatto già questo mese ha bloccato l'escalation della guerra commerciale.

La Casa Bianca sta prendendo in considerazione la richiesta della Cina ma, sempre secondo il Ft, si aspetta qualcosa di più in cambio, come disposizioni rafforzate sulla protezione della proprietà intellettuale per le società statunitensi, maggiori certezze sull'entità degli acquisti cinesi di prodotti agricoli statunitensi e un accordo sul luogo in cui siglare l'accordo sul suolo americano, magari in Iowa.

Washington ha già sospeso un aumento delle tariffe su 250 miliardi di dollari di merci cinesi, previsto per il 15 ottobre, proprio alla vigilia dell'accordo preliminare che ora Trump e Xi dovrebbero suggellare con una firma. I funzionari dell'amministrazione americana sono fiduciosi che anche l'altro aumento tariffario su 156 miliardi di dollari di beni cinesi, previsto per il 15 dicembre, venga disinnescato.

I negoziatori cinesi vogliono però un ulteriore gesto distensivo e chiedono che vengano cancellati anche alcuni prelievi già varati a settembre contro il made in China. È un passo su cui finora Trump ha resistito e, secondo le fonti citate dal Ft, non è chiaro se lo stesso presidente degli Stati Uniti sia d'accordo. Tuttavia, la strada verso il cessate il fuoco incomincia a intravedersi e i mercati scommettono che verrà a breve verrà imboccata.