Usa e Israele voltano pagina, a Roma il pragmatismo di Blinken e Lapid

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Roma, 28 giu. (askanews) - Usa e Stati Uniti avviano a Roma una nuova pagina nelle loro relazioni dopo l'era Trump-Netanyahu, una fase di stretta alleanza che ha però aggravato le divisioni sia negli Usa che in Israele. Ieri il segretario di Stato Antony Blinken ha incontrato nella capitale italiana il collega Yair Lapid, capo della diplomazia israeliana (e premier ad alternanza, se il governo ora guidato da Naftali Bennet reggerà), segnalando un nuovo pragmatismo.

"Negli ultimi anni sono stati fatti degli errori", ha detto Lapid all'interlocutore americano, "è stato danneggiato l'approccio bipartisan di Israele, lavoreremo assieme per correggere quegli errori". Netanyanhu parlava solo con i repubblicani e Donald Trump alla Casa Bianca, Lapid ha fatto notare che il governo è appena stato formato e ha già parlato con i democratici al potere e i repubblicani, "per ricordare a tutti che condividiamo gli essenziali, principali valori dell'America, libertà, democrazia, libero mercato e costante ricerca della pace".

Blinken ha osservato che i governi sono nuovi, ma "lavoriamo sulla base di una partnership duratura, un'amicizia tra gli Stati Uniti e Israele". La linea che si intravede è quella di mirare a risultati più piccoli, come sostenere il cessate il fuoco informale che ha posto fine alla guerra del mese scorso con Hamas a Gaza e ricostituire il sistema di difesa israeliano Iron Dome. Una iniziativa di pace vera e propria metterebbe a rischio un delicato equilibrio, dice ad Ap Ilan Goldenberg, esperto di sicurezza del Medio Oriente presso il Centro no profit Per una nuova sicurezza americana. Questo approccio - gestire il conflitto piuttosto che cercare di risolverlo - può servire a nascondere le divisioni interne. Ma preserva anche uno status quo che i palestinesi trovano sempre più opprimente e che ha alimentato innumerevoli cicli di disordini.

La nuova coalizione di governo in Israele ha come minimo - e praticamente unico - denominatore comune la convinzione che il tempo di Netanyahu sia finito. È composto da otto partiti, ciascuno con potere di veto sulle decisioni. Quindi, se anche un solo partito si sfilasse, il governo correrebbe seriamente il rischio di crollare, con Netanyahu pronto a riprendersi la scena. Il centrista Lapid sarà per ora l'uomo di punta di Israele per riparare il logoro rapporto con Biden ei Democratici. Il partito controlla entrambe le camere del Congresso, ma è sempre più diviso sul conflitto in Medio Oriente, con esponenti progressisti che chiedono di esercitare maggiori pressioni su Israele. '

Gran parte degli osservatori prevede un cambiamento di toni, non di sostanza sulla questione palestinese. Al momento, poi, al centro dell'agenza per Usa e Israele ci sono i colloqui di Vienna per il rilancio dell'accordo con l'Iran sul suo programma nucleare, firmato nel 2015 con le potenze mondiali e denunciato da Donald Trump nel 2018. Il presidente Biden ha promesso di ripristinare ed espandere l'accordo. Ieri da Roma il nuovo governo israeliano ha segnalato "alcune serie riserve sull'accordo sul nucleare iraniano che si sta preparando a Vienna", ma Lapid ha precisato che Israele farà le sue obiezioni in privato, non apertamente, pubblicamente, platealmente come faceva Netanyahu quando l'amministrazione Obama stava negoziando. l'intesa '

"Condividiamo lo stesso obiettivo", ha detto da parte sua Blinken, "a volte ci sono divergenze sulla tattica e, penso, siamo molto chiari e diretti l'uno con l'altro quando è il caso ed è esattamente come dovrebbe essere.'' Il premier Bennett, di posizioni più vicine a Netanyahu, ha attenuato a sua volta i toni sull'Iran. "Continueremo a consultarci con i nostri amici, a cercare di convincerli, discutere e condividere informazioni nel rispetto reciproco", ha detto giovedì.

Blinken ha infine ribadito la necessità di risolvere il conflitto israelo-palestinese, ma non ha proposto alcun tipo di calendario o strategia per "offrire un futuro più pieno di speranza per tutti: palestinesi e israeliani allo stesso modo con uguali misure di opportunità e dignità". Quanto agli accordi di Abramo ereditati da Trump, che Biden sostiene e vuole espandere, Blinken ha affermato che "non sono un sostituto per affrontare le questioni tra israeliani e palestinesi che devono essere risolte".

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