Usa: ExportUsa, risultato Mid Term non influisce su export e internazionalizzazione

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Roma, 11 nov. (Labitalia) – “Benché si tratti delle elezioni di mid term, lo sguardo punta dritto al 2024. Sicurezza, inflazione, aborto e diritti sono stati i grandi temi del confronto tra il Gop e i Dem. Esclusi dal dibattito, il commercio e relazioni bilaterali tra Unione europea e Stati Uniti. Tuttavia, dopo i recenti sviluppi internazionali (pandemia, conflitto russo-ucraino e supply chain) gli Usa si confermano, ancor di più, il primo partner commerciale affidabile per l’Europa. Macchinari, beni industriali, beni strumentali, agroalimentare e vitivinicolo continueranno ad essere settori di grande interesse per gli States. Indipendentemente dall’esito, lo scenario geopolitico avvicinerà le due sponde dell’Atlantico: l’export e l’internazionalizzazione sono salvi”. Così Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, società di consulenza che aiuta le aziende italiane ed europee a entrare, con successo, nel mercato americano.

"I dati del 'Census Bureau' del 2022 – spiega – confermano una tendenza positiva. Il Pil di Stati Uniti e Unione europea, unitamente a scambi e investimenti, rappresentano rispettivamente oltre il 40% del Pil mondiale e oltre il 40% del complesso degli scambi di beni e servizi. Una relazione di assoluta preminenza, dunque, se si pensa che gli investimenti delle imprese dell’Ue negli Usa sono pari a 8 volte la somma degli investimenti dell’Ue in Asia.

"Il mercato americano – assicura – avrà sempre bisogno di dotarsi di tecnologie e know-how europei per implementare i grandi piani infrastrutturali; inoltre, le nuove tendenze dei consumatori americani li fanno propendere per la scelta dei nostri prodotti F&B&W". Infine, secondo ExportUsa, la complessa materia della suppy chain troverà una soluzione nel 'Rapporto sullo Stato della Supply Chain del 2022' che punta sul 'Friend Shoring', in alternativa all'Offshoring per ampi settori industriali. "Tutto ciò rafforzerà il dialogo transatlantico", conclude Miranda.