Usa: Fiorentino (Roma Tre), 'perché gli ebrei americani votano Biden'

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Malgrado la politica fortemente filoisraeliana di Donald Trump, gli ebrei americani appaiono orientati a votare ancora una volta democratico a stragrande maggioranza. A spiegarne le ragioni all'Adnkronos è Daniele Fiorentino, professore di storia degli Stati Uniti all'università di Roma Tre, dopo che un recente sondaggio del Jewish american committee ha rilevato un 75% di preferenze per Joe Biden fra gli ebrei americani.

Sono ragioni, spiega Fiorentino, che riposano su una forte tradizione a favore del partito democratico e per i diritti civili, a cui si aggiunge una "preoccupazione per il suprematismo bianco, che Trump non ha voluto sconfessare".

"Gli ebrei americani - sottolinea Fiorentino - tengono molto conto della politica interna e della situazione dei diritti civili, che per loro è un tema centrale, gli attuali sondaggi sono su questa linea, anzi c'è stato un abbassamento del sostegno per i democratici rispetto al passato nelle ultime tre elezioni, soprattutto nel 2016, e ci sarà anche quest'anno. Negli anni settanta e ottanta si toccavano record dell'80-90% a favore dei democratici". "Il 75% - aggiunge - è una grande percentuale, e ce ne state anche molto più alte, tutto sommato Trump è riuscito a tirare dalla sua parte alcuni elettori ebrei, ma in misura marginale rispetto al numero complessivo nazionale".

Sul voto ebraico di quest'anno pesa anche la preoccupazione per i suprematisti bianchi. "La destra che sostiene Trump è anche una destra radicale, anche se non solo, il peggior antisemitismo negli Stati Uniti è un antisemitismo di destra", ricorda Fiorentino. "Trump non ha voluto sconfessare"il suprematismo bianco, "credo che questo sia un fattore che condiziona moltissimo il voto ebraico".

Il voto ebraico, spiega ancora il professore, non è mai stato "un ago della bilancia", sia per la consistenza numerica, sia perché il numero degli ebrei "è significativo" in alcuni stati della costa est "che sono già orientati verso il partito democratico". Ve ne sono anche in Florida, che è considerata uno stato in bilico, ma qui gli ebrei votano in una percentuale diversa, con più repubblicani, anche perché è una popolazione mediamente più anziana, che guarda alla politica dell'amministrazione Usa verso Israele. Elettori che fanno parte di una media-alta borghesia con più interessi da difendere, anche da un punto di vista economico e sociale".

Il fatto, nota infine Fiorentino, è che la politica estera conta poco nel voto americano, "e gli ebrei rientrano nel mainstream". "Gli americani guardano alle questioni interne e questo è un po' il trend della popolazione ebraica, soprattutto quella più laica progressista".