Usa, giudice conferma Trump imputato in processo per diffamazione

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Donald Trump dovrà rispondere personalmente nel processo per diffamazione che ha intentato contro di lui Jean Carroll, la donna che sostiene di essere stata violentata dal presidente negli anni novanta. Il giudice distrettuale Lewis Kaplan infatti non ha accolto la richiesta del dipartimento di Giustizia di sostituire come imputato il governo degli Stati Uniti, sulla base dell'argomento che Trump sarebbe stato costretto a rispondere alle accuse della donna in qualità di presidente.

Un argomento non condiviso dal giudice che ritiene che le smentite pubbliche di accuse di stupro non rientrino nell'ambito dell'attività presidenziale. Insomma ha accolto le tesi degli avvocati di Caroll che, con stile colorito, hanno scritto che "solo in un mondo impazzito potrebbe essere considerato in qualche modo presidenziale, e non personale, che Trump abbia diffamato una donna che lui ha violentato".

Carroll, che era giornalista di Elle, sostiene di aver incontrato Trump, nell'autunno del 1995 o nella primavera del 1996, in un grande magazzino newyorkese. E che, dopo aver chiacchierato con lui, Trump l'aveva seguita nel camerino e l'aveva violentata. Trump ha affermato che la donna "mente totalmente" e sostiene di non averla mai incontrata.