Usa: "Insediamenti Cisgiordania non violano legge internazionale"

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Gli Stati Uniti cambiano radicalmente la loro politica verso gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che Washington non considererà più contrari al diritto internazionale. "Abbiamo aumentato le probabilità per la pace" ha detto il segretario di Stato Mike Pompeo nell'annunciare la decisione che, ha spiegato, è stata presa in base ai "fatti sul terreno" e fornisce un'opportunità ad israeliani e palestinesi di "mettersi insieme e trovare una soluzione a questo problema assillante".  

Per Pompeo, la precedente politica, voluta dall'Amministrazione Obama, non ha fatto fare progressi sulla strada della pace. Per il segretario di Stato Usa, la decisione annunciata non pregiudica quello che dovrebbe essere lo status della Cisgiordania in qualsiasi eventuale accordo di pace. 

Decisione che "riflette una verità storica": così l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu. "La verità storica", afferma Netanyahu nella sua nota, è che "gli ebrei non sono colonialisti stranieri in Giudea e Samaria (la Cisgiordania, ndr). Infatti, ci chiamiamo giudei perché siamo il popolo della Giudea". Inoltre, prosegue la nota, "la politica dell'Amministrazione Trump è corretta anche nell'affermare che coloro che hanno negato categoricamente qualsiasi base legale per gli insediamenti non solo negano la verità, la storia e la realtà sul terreno, ma fanno arretrare anche la causa della pace, che può essere raggiunta solamente attraverso negoziati diretti tra le parti".  

Di decisione che "contraddice totalmente" il diritto internazionale, parla invece Nabil Abu Rudeineh, il portavoce del presidente palestinese Mahmoud Abbas, replicando all'annuncio fatto dal segretario di Stato Pompeo. Rudeineh ha lanciato un appello agli altri Paesi affinché "dichiarino la loro opposizione" alla decisione di Washington. Per il portavoce di Abbas, l'Amministrazione Trump "ha perso ogni credibilità".