Usa, nuova vittima della polizia a Minneapolis

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Un uomo è stato ucciso dalla polizia a Minneapolis sette mesi dopo, e a due chilometri distanza, del soffocamento, da parte di un agente in seguito licenziato, dell'afroamericano George Floyd. Le immagini dell'agente che per otto minuti avevano tenuto premuto il ginocchio sul collo di Floyd avevano scatenato proteste in tutto il Paese.

La nuova vittima, di cui non è stata diffusa l'identità, ieri sera verso le sei (ora locale) avrebbe aperto il fuoco per primo contro i poliziotti che lo avevano fermato per un controllo stradale innescando uno scontro a fuoco, secondo la ricostruzione di testimoni citati dal capo della polizia di Minneapolis, Medaria Arradondo. Nelle prossime ore saranno pubblicati i video delle telecamere in dotazione ai poliziotti.

La polizia ha chiesto agli abitanti della città "di evitare comportamenti illeciti e distruttivi". Un centinaio di persone si sono radunate per protestare contro la violenza della polizia di fronte a un benzinaio nei pressi del punto in cui è avvenuta la sparatoria.