Usa, ok Senato a sussidi per 280 mld Usd per tech anti-Cina

Image from askanews web site
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Roma, 27 lug. (askanews) - Il Senato Usa ha approvato oggi, con un voto insolitamente bipartisan, un pacchetto da 280 miliardi di dollari destinato a finanziare una spinta tecnologica e produttiva nell'ottica di contrastare l'ascesa cinese. Lo riferisce il New York Times, per il quale si tratta del più significativo intervento del governo di Washington nella politica industriale da decenni a questa parte.

Il voto è significativo anche perché l'ampio consenso raggiunto, in un Congresso che solitamente è fortemente polarizzato, moswtra quanto la rivalità geopolitica con Pechino sia in questo momento sentita a Washington, al di là delle differenze di schieramento tra repubblicani e democratici.

A votare a favore sono stati 64, contro i 33 contrari. Sono 17 i repubblicani che hanno votato a favore, poco impressionati dal fatto che questo intervento del governo federale sui mercati vada a violare la loro ortodossia liberista di partito.

"Nessun governo, neanche un governo di un paese forte come il nostro, può sedersi a guardare", ha commentato il senatore democratico Chuck Schumer, leader di maggioranza che si è speso per il provvedimento. "Io penso - ha continuato - che si tratti di un cambiamento che resterà".

La legislazione, che il presidente Joe Biden spinge, passerà ora alla Camera dei rappresentanti, dove non dovrebbero esserci sorprese e dovrebbe passare, anche con qualche voto republicano.

La norma interviene su settori tecnologici cruciali nella concorrenza con la Cina. 52 miliardi di dollari saranno in sudssidi che andranno a sommarsi a sgravi fiscali per portare la produzione di chip e semiconduttori negli Stati uniti. Altri 200 miliardi di dollari saranno destinati alla ricerca scientifica, in particolare nel campo dell'intelligenza artificiale, della robotica, dei computer quantistici e in altre tecnologie di ultima generazione.

Per la politica americana, questo voto ampio rappresenta un successo personale per Schumer, che per un anno ha lavorato nell'opera di convincimento dei repubblicani, a partire da quelloi considerati "falchi" nei confronti della Cina, a partire da Todd Young. La pesante crisi dei semiconduttori che ha colpito l'industria automobilistica di tutto il mondo, mostrando la fragilità della catena di forniture globali di chip con giganti economici come gli Usa fortemente esposti a una realtà geopoliticamente vulnerabile come Taiwan, ha contribuito a consolidare un sostegno per questo provvedimento.

Alla fine, tra quelli che hanno espresso un parere a favore del provvedimento, ci sono anche ex uomini dell'amministrazione Trump, come l'ex segretario di stato Mike Pompeo e l'ex consigliere di sicurezza nazionale H.R. McMaster.

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