Usa, Pastori (Ispi): "Impeachment? Democratici hanno tutto da perdere"

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La scelta di processare Trump per la seconda volta "per quanto giustificata moralmente" rischia di essere controproducente per il Partito Democratico "sul piano della strategia". Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos Gianluca Pastori, ricercatore associato dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) e docente di Storia delle relazioni politiche tra Nord America ed Europa dell'Università Cattolica di Milano, all'indomani dell'apertura al Senato del processo per l'impeachment dell'ex presidente in relazione ai fatti di Capitol Hill.

Il Partito Democratico e Joe Biden, spiega Pastori, qualunque sia l'esito andranno incontro a una "sconfitta politica". Il presidente, sottolinea, "era contrario e in realtà la sua battaglia l'ha già persa quando la Camera ha votato per l'impeachment. Il fatto che sia passato dimostra che non ha alle spalle il suo stesso partito" che, processando Trump, si "è messo in una situazione in cui ha tutto da perdere".

Sia in caso di 'assoluzione' che di 'condanna', sostiene Pastori, Trump "potrà continuare a giocare la carta del presidente popolare perseguitato da avversari politici proprio perché popolare".

Il tycoon, dal canto suo, in queste settimane sta mantenendo un basso profilo mediatico, è "sparito" dalla scena pubblica non rilasciando interviste né convocando conferenze stampa, prosegue l'esperto dell'Ispi, che parla di "scelta tattica" dopo la sovraesposizione in campagna elettorale e dopo il voto.

Eppure è stato "il convitato di pietra" e di lui "si è continuato a parlare come elemento importante per il futuro scenario politico" degli Stati Uniti. Il processo che si è aperto ieri, secondo Pastori, "rafforzerà questa tendenza".

L'aspetto più importante, rimarca, sarà osservare se e quanti repubblicani voteranno a favore dell'impeachment. Da questa scelta, infatti, si capiranno quali "equilibri nei prossimi anni si instaureranno nel Gop".

"Dopo i 'Capitol riot' le critiche al presidente sono state bipartisan e tutti i nomi importanti hanno condannato la posizione presa da Trump, ma con il passare del tempo le posizioni si sono sfumate", dichiara l'esperto evidenziando come il trumpismo sia diventata una "componente importante nel partito".

Il Gop, o meglio i singoli membri del Congresso chiamati a votare su Trump, si trovano ora davanti a un "dilemma: come eliminare Trump salvando la sua eredità politica, che non è tanto legata a un programma ma a una persona".

Pastori sostiene infine che è "ancora presto" per dire se Trump punterà a tornare alla Casa Bianca. "Bisogna ragionare su una prospettiva di quattro anni, occorre vedere quali saranno gli equilibri nel partito, i fondi che riuscirà a raccogliere per la campagna elettorale, eventuali competitor. C'è ancora da attendere per capire se tornerà in gioco", conclude.