Usa, Pil 2020 in calo del 3,5%, peggiore performance dal 1946

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Capitol Hill a Washington

WASHINGTON (Reuters) - Nel 2020, l'economia statunitense si è contratta ai ritmi più rapidi dalla Seconda guerra mondiale a causa dell'impatto del Covid-19 su attività di servizi come ristoranti e compagnie aeree, lasciando milioni di americani disoccupati e in povertà.

La rilevazione del Dipartimento del Commercio per il Pil del quarto trimestre ha mostrato anche che la ripresa dalla pandemia ha perso slancio alla fine dell'anno, a causa di un incremento di infezioni di coronavirus e per l'esaurimento degli aiuti governativi da quasi 3.000 miliardi di dollari.

La Federal Reserve ieri ha lasciato il tasso d'interesse 'overnight' vicino allo zero, promettendo di continuare a iniettare liquidità nell'economia attraverso l'acquisto di bond, sottolineando che "il ritmo della ripresa dell'attività economica e dell'occupazione ha visto una moderazione negli ultimi mesi".

Il presidente Usa Joe Biden ha presentato un piano di ripresa da 1.900 miliardi di dollari, e potrebbe usare i dati sul Pil per fare pressione su qualche politico che ha criticato il costo del pacchetto poco dopo che il governo ha fornito misure di stimolo addizionali da quasi 900 miliardi di dollari a fine dicembre.

L'economia si è contratta del 3,5% nel 2020, la peggiore performance dal 1946, dopo una crescita del 2,2% nel 2019. Il dato segna il primo calo annuale del Pil dalla Grande Recessione del 2007-2009. L'economia è scivolata in recessione lo scorso febbraio.

Nel quarto trimestre, il Pil è aumentato a un tasso annualizzato del 4,0%, con il virus e la mancanza di un altro pacchetto di stimolo che hanno frenato le spese dei consumatori, eclissando parzialmente la solidità del settore manifatturiero e del mercato immobiliare. La crescita del Pil nell'ultimo trimestre è in linea con le stime di un sondaggio Reuters.

(Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Milano Sabina Suzzi)