Usa, in Senato il processo di impeachment a Trump: cosa accadrà

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Roma, 20 gen. (askanews) - Il processo di impeachment del presidente Donald Trump si apre domani al Senato Usa. Un procedimento che, salvo improbabili sorprese, non porterà alla condanna e quindi alla rimozione del presidente Usa, data la forte maggioranza repubblicana in questo ramo del Congresso (sui 53 repubblicani servirebbero 20 voti a favore della condanna: impensabile), ma avrà inevitabili conseguenze, a cominciare dalla campagna elettorale in corso.

La Camera dei rappresentanti Usa, controllata dai democratici, ha chiesto l'impeachment di Trump a dicembre per abuso di potere e ostruzione del Congresso. Alla base della decisione di procedere con l'impeachment, la telefonata del 25 luglio scorso con cui Trump avrebbe fatto pressioni sul presidente ucraino Volodimir Zelensky affinché esigesse un'indagine su Joe Biden, l'ex vice presidente che è tuttora il principale rivale democratico in vista delle elezioni di novembre, e suo figlio Hunter.

I testimoni convocati al Congresso hanno confermato che Trump ha bloccato almeno parte degli aiuti militari destinati all'Ucraina per ottenere l'indagine. Secondo le accuse, la Casa Bianca ha abusato del proprio potere perché ha anteposto interessi personali del presidente alla sicurezza del Paese. Ed ha violato la Costituzione, ostruendo l'inchiesta del Congresso su quanto era avvenuto.

Il processo si terrà sei giorni la settimana e si prevede che duri alcune settimane (considerato che quello a Clinton andò avanti per cinque). Giovedì scorso il giudice capo della Corte Suprema degli Usa, John Roberts, ha presieduto il giuramento dei senatori, che saranno i giurati e hanno promesso "imparzialità"

I senatori ascolteranno gli argomenti presentati dal pool di "manager dell'impeachment", ovvero dalla pubblica accusa, guidati dal deputato democratico Adam Schiff, capo del comitato intelligence della Camera.

Della difesa di Trump si occuperà un team che ha preso a bordo, tra gli altri, l'avvocato Kenneth Starr, celebre per aver orchestrato le indagini per il processo di impeachment a Clinton. Nonché il costituzionalista Alan Dershowitz, che invece viene ricordato soprattutto come difensore dell'ex giocatore di football e attore O. J. Simpson e che in passato era umo della sinistra dem.

La regia del team è affidata al consigliere legale della Casa Bianca Pat Cipollone (che sarà ascoltato a sua volta), in tandem con l'avvocato personale di Trump, Jay Sekulow, che farà dichiarazioni a nome del presidente.

I democratici con ogni probabilità chiederanno tramite una mozione che siano convocati dei testimoni. Tra questi dovrebbe figurare John Bolton, l'ex consigliere per la sicurezza nazionale dell'amministrazione Trump, e Mick Mulvaney, capo dello staff della Casa Bianca. Il leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnell - evidenziano i media Usa - non vorrebbe testimoni, temendo ulteriori imbarazzi per il suo partito, ma la questione è anche politica: il rischio è di sbilanciarsi troppo verso i conservatori pro-Trump. Se verranno ammessi testimoni, è possibile che a quel punto il presidente vorrà convocare lo stesso Biden e il figlio Hunter.

Dopo aver raccolto testimonianze e prove, i 53 senatori repubblicani e 47 democratici voteranno per condannare o meno Donald Trump e quindi per rimuoverlo dall'incarico o lasciare che continui il suo mandato. L'esito è praticamente scontato, Trump non verrà condannato. In caso di un improbabile stallo, con 50 senatori a favore, 50 contro, allora il voto decisivo sarà quello del giudice Roberts, un conservatore nominato da George W. Bush nel 2005.