Usa, via le statue dei leader confederati dal Congresso

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La Camera dei rappresentanti Usa ha approvato la legge per rimuovere dal Congresso le statue di leader confederati o che hanno difeso la schiavitù. La legge è passata con 305 voti favorevoli e 113 contrari, con 72 repubblicani che hanno votato con la maggioranza dem che ha appoggiato compatta la misura.  

"Immaginate cosa si prova come afroamericana nel sapere che i miei antenati hanno costruito il Campidoglio dove vi sono ancora monumenti delle stesse persone che li hanno resi schiavi", ha detto Karen Bass, deputata californiana leader del Congressional Black Caucus intervenendo prima del voto che ha dedicato alla memoria di John Lewis, il deputato della Georgia e leader del movimento dei diritti civili scomparso la scorsa settimana. 

I repubblicani si sono divisi sul voto, anche la leadership con il leader della minoranza, Kevin McCharty, e la 'frusta' Steve Scalise, che hanno votato in favore e Liz Cheney, la numero tre, che ha votato contro. La legge prevede la rimozione di 11 statue che fanno parte della collezione della National Statuary Hall alla quale ogni stato partecipa con due statue. Finora era necessario l'assenso dei singoli stati per rimuovere o sostituire una statua, mentre ora la nuova legge permette che possano essere rimosse, donate ai musei Smithsonian o restituite agli stati che le avevano donate. 

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