Uscire dal Comune per la spesa: quando si può

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Alla luce delle nuove misure restrittive anti COVID-19, è vietato uscire dal Comune di residenza o domicilio se non per comprovate ragioni di lavoro, salute, necessità e urgenza. Così riporta l’ordinanza del Ministero dell’Interno dello scorso 22 marzo, applicabile a tutto il territorio nazionale. I diversi decreti, ordinanze e comunicati ministeriali, però, fanno nascere spesso molti dubbi tra i cittadini, che continuano a domandarsi cosa si può fare e cosa, invece, è vietato.  

Il Governo ha sempre ribadito che fare la spesa è consentito poiché rientra nei “casi di necessità”, ma questo non significa che si possa andare in qualunque supermercato. Come riferisce Money.it, il divieto di uscire dal Comune vale anche per fare la spesa. Il senso della norma, infatti, è limitare gli spostamenti al minimo indispensabile, quindi i cittadini devono rifornirsi nei supermercati del quartiere.  

Non si tratta di un divieto assoluto, ma dell’invito a rispettare le regole del buonsenso. Ciò significa che in presenza di particolari esigenze alimentari (allergie, intolleranze, malattia celiaca) è possibile rifornirsi anche in un Comune diverso da quello in cui si abita, ma solo in caso di assoluta urgenza e necessità. Stessa cosa vale per chi vive in piccoli centri isolati: in tal caso è doveroso uscire dai confini del Comune per fare la spesa o andare in farmacia. Ogni spostamento, a piedi, in automobile o con i mezzi pubblici, deve essere giustificato tramite il modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno, da stampare a casa oppure da compilare direttamente alla presenza di Polizia e Carabinieri. Chi viola i divieti ed esce di casa o dal Comune senza motivo di lavoro, salute, necessità e assoluta urgenza, rischia una sanzione amministrativa da 400 euro a 3000 euro, multa che è aumentata di un terzo se la violazione avviene in automobile o della metà in caso di recidiva. Ancora più gravi le conseguenze per chi falsifica l’autocertificazione: in tal caso scatta il penale con la reclusione da uno a sei anni (ex articolo 495 del Codice penale). Per evitare ogni rischio, quindi, è sempre meglio fare spesa nel negozio al dettaglio o nel supermercato più vicino al luogo di abitazione, nel rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone sia durante la fila che all’interno dell’esercizio commerciale.