Ustica, Conte: "Una delle ferite più profonde della storia del Paese"

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"La strage di Ustica, che 40 anni fa costò la vita a 81 persone, è una delle ferite più profonde nella storia del nostro Paese. L'impegno del Governo e delle istituzioni nella ricerca della verità non deve conoscere soste. La memoria da sola non basta: le vittime e i loro familiari meritano giustizia". Lo scrive Giuseppe Conte su Facebook. "La volontà dell'esecutivo di fare chiarezza su quanto accadde nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980 non sarà un impegno isolato. È nostra intenzione far luce anche su tutte le altre pagine buie che hanno segnato la storia della nostra Repubblica e su cui continuano ad aleggiare troppi misteri insoluti", sottolinea il premier.  

"Ho confermato al viceministro dell'Interno Vito Crimi l'incarico di seguire i lavori del Comitato consultivo sulle attività di versamento allArchivio centrale dello Stato e agli Archivi di Stato della documentazione in possesso delle amministrazioni dello Stato". "Il Comitato, costituito in attuazione della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 aprile 2014, è composto dai rappresentanti delle amministrazioni interessate ai versamenti documentali, nonché dai rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo", spiega il premier. "Sto lavorando a una nuova direttiva che consenta di allargare il perimetro di queste ricerche e che venga incontro alle esigenze manifestate dalle associazioni dei familiari delle vittime durante i lavori del Comitato nel corso del 2019. Non devono esserci più veli a coprire le pagine più tragiche della nostra storia nazionale", conclude Conte. 

"Ringrazio il Presidente Giuseppe Conte per avermi concesso l'opportunità di occuparmi dell'attuazione della direttiva sulla declassifica e sul versamento straordinario di documenti all'Archivio centrale dello Stato, e dei lavori del Comitato consultivo che vede la partecipazione dei familiari delle vittime delle stragi, così da poter proseguire il lavoro iniziato un anno fa" scrive il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi in un post pubblicato su Facebook. "Si tratta di un incarico tanto importante quanto delicato, che ho già avuto modo di svolgere l'anno scorso e che mi ha portato a contatto diretto con la sofferenza di chi ha perduto un proprio caro ed ancora oggi non sa perché, eppure va avanti con forza e coraggio a ricercare quella verità che da sempre gli è negata, e non senza rabbia, per i troppi silenzi e omissioni che ne hanno intralciato il cammino. Nella ricostruzione degli eventi più tragici che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese, la desecretazione degli atti in possesso delle agenzie di intelligence e delle pubbliche amministrazioni è un primo passo di un percorso importante che può condurre alla verità. Adesso ne servono altri, e da lì partiremo", aggiunge. "In questo giorno, in cui ricorre il 40° anniversario della strage di Ustica, è nostro dovere ricordare e commemorare le vittime. Ma è ancor più doveroso lavorare ed impegnarci ogni giorno per uno Stato che agisca, nel pieno delle sue funzioni e con ogni risorsa disponibile, al fianco dei familiari di quelle vittime, per fare luce e dare risposte a chi da troppo tempo attende la verità".  

"Serve una nuova direttiva, che possa ampliare il perimetro degli atti da desecretare e che consenta di ricostruire il contesto in cui sono maturati alcuni avvenimenti. E serve una nuova cultura degli archivi e della loro conservazione, che non permetta mai più di nascondersi dietro alle difficoltà nel reperire il materiale documentale". "Con il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede abbiamo già iniziato - ciascuno per la parte che gli compete - un percorso di coordinamento, con grandi passi in avanti, per rendere immediatamente consultabile tutto il materiale di cui sono in possesso le rispettive amministrazioni. Avvieremo lo stesso percorso insieme alla Presidente del Senato Casellati, che ha manifestato in questi giorni la volontà di aprire e declassificare anche gli atti presenti negli archivi del Senato. Insieme alle associazioni dei familiari delle vittime, daremo un nuovo impulso alla ricerca storica della verità", sottolinea il Viceministro dell'Interno.