Ustica: il regista Renzo Martinelli condannato per diffamazione di Enzo Fragalà

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Il regista Renzo Martinelli, autore di varie pellicole cinematografiche fra cui “Porzus”, “Piazza delle Cinque Lune” “Vajont” e Ustica”, è stato condannato dal Tribunale di Roma per diffamazione nei confronti dell’ex parlamentare di Alleanza Nazionale Enzo Fragalà, ucciso a bastonate dalla mafia nel febbraio 2010 a causa del suo impegno contro Cosa Nostra.

Martinelli è stato condannato a 1.000 euro di multa, così come aveva richiesto il pm Maria Sabina Calabretta, dopo la denuncia della famiglia di Fragalà che aveva ravvisato nel film “Ustica” - una produzione italo-belga del 2016 di cui Renzo Martinelli è soggettista, sceneggiatore, produttore e regista - una diffamazione del deputato di An e noto penalista palermitano. Nello specifico la famiglia Fragalà, assistita dagli avvocati Nunzio e Myriam Caroleo Grimaldi, contestava al regista Martinelli di aver diffamato il parlamentare che per lunghi anni si è occupato della strage di Ustica come esponente delle varie Commissioni parlamentari d’inchiesta che si sono avvicendate, utilizzando alcuni espedienti cinematografici.

Nella finzione scenica con cui ricostruiva la tragedia di Ustica Martinelli, infatti, aveva creato due personaggi, due deputati del sud Italia: uno, Corrado di Acquaformosa, personaggio buono e dedito alla ricerca della verità, l’altro, l’onorevole Fragalà, descritto, nella pellicola, come uno spregiudicato depistatore.

La famiglia Fragalà contestava a Martinelli di aver leso l’onore del defunto Fragalà in quanto appunto il finto onorevole Fragalà, interpretato nella pellicola da Tomas Arana, dava l’impressione di voler nascondere la verità e di essere, in realtà, consapevole di quanto fosse successo. Inoltre, nel film si lascerebbe intendere che fosse stato lo stesso Fragalà a commissionare l’omicidio di alcuni testimoni troppo curiosi.

Per quanto riguarda il nesso tra il personaggio filmico e l’onorevole Fragala, “è evidente – osservano i legali della famiglia Fragalà - che a questi si riferisse in quanto: stesso nome, entrambi personaggi politici ed identiche origini del sud Italia. Ed infine Fragalà era componente di diverse Commissioni parlamentari d’inchiesta nate proprio per ricercare la verità su Ustica” così come il personaggio onorevole Fragalà ideato da Martinelli.

“Sono soddisfatta perché una sentenza ha stabilito ciò che sin dal primo momento di questa brutta storia ho sempre saputo e vissuto sulla mia pelle: la pellicola di Martinelli ha diffamato mio padre e con lui me e la mia famiglia - commenta all'Adnkronos l’avvocato Marzia Fragalà, figlia del parlamentare - Credo che sia stato un atto profondamente vile attribuire il suo nome ad un personaggio equivoco e losco e addirittura descritto come un mandante di omicidi - sottolinea la figlia di Enzo Fragalà. - Peraltro quando mio padre non era purtroppo più fra noi, come Martinelli ben sapeva. Il dolore che tutto questo ci ha provocato, purtroppo, è un fatto che nessuno può cancellare ma sono felice di essermi battuta per tutelare mio padre. Nessuno - conclude Marzia Fragalà - si deve permettere di diffamare il suo buon nome e la sua l'immagine. Mio padre era un uomo perbene”.

Contestualmente è pendente al Tribunale civile di Roma la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla famiglia Fragalà. La vicenda aveva provocato dichiarazioni sconcertate dei colleghi di Fragalà i quali consideravano il parlamentare di Alleanza Nazionale una delle persone che più si era impegnata nella ricerca della verità non solo su Ustica ma su tutte le vicende relative alle stragi e agli atti di terrorismo che hanno insanguinato l’Italia.

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