In vacanza con la paura del rientro. Centinaia gli italiani a Sharm el-Sheikh, forse gli ultimi a tornare

“Siamo gli ultimi”, “Non so se ridere o piangere” o ancora “Ci faranno tornare a casa?”. Sono queste le frasi ricorrenti tra alcune centinaia di italiani che stanno trascorrendo un periodo di vacanza in uno dei resort più noti, gestito da nostri connazionali, di Sharm el-Sheikh, sul Mar Rosso, in Egitto.  Nel villaggio, scelto per le ferie anche da chi vi racconta questa storia un paio di mesi fa, si respira un clima surreale.

Dallo ‘stivale' arrivano le notizie che tutti sappiamo in merito all'emergenza Covid-19 e dopo le limitazioni agli spostamenti decisi dal Governo si ha la consapevolezza, tra gli ospiti, che non ci saranno altri arrivi. Secondo quanto traspare la struttura pare destinata a chiudere poiché frequentata quasi esclusivamente da italiani. Sui sorrisi quasi forzati degli animatori, dei camerieri, dei cuochi e di tutto il personale sia europeo che egiziano è celata una grande preoccupazione: tutti sanno per certo che il loro posto di lavoro salterà e per molti, se non tutti, non ci sarà aiuto alcuno da parte di nessuno. Questa località ha già avuto periodi difficili dopo gli attentati di alcuni anni fa; uno scenario che sembra destinato a ripetersi a breve, catastrofico come il settore del turismo in Italia.

Negli ultimi giorni i tour operator hanno dirottato in Egitto molti vacanzieri che avevano prenotato un soggiorno in un altro paese che ha poi chiuso gli ingressi agli italiani ma ora le ultime decisioni prese fermano tutto e tutti almeno fino ad aprile. Inutile è quindi stato proporre, solo poche ore fa, pacchetti scontati anche del 60-70%. Qui il Coronavirus sembra lontano: a parte gel igienizzante disponibile nella sala ristorante (di un resort di lusso) non c'è alcuna misura precauzionale e le guide turistiche continuano a proporre ogni tipo di escursione in luoghi anche molto affollati.

All'andata però il personale del volo charter della compagnia aerea egiziana ha viaggiato con le mascherine sui volti e, lavorando sempre con le espressioni degli occhi abbastanza cupe, prima di atterrare ha spruzzato nella cabina delle sostanze disinfettanti. In aeroporto a tutti è stata misurata la temperatura ma, come pare, questo tipo di controllo potrebbe essere inutile considerato il tipo di propagazione del virus. Cosa farà il continente africano alle prese con questo problema? Ammesso che ci saranno mai dei dati realistici, appare scontato che a rischio di sono milioni di persone che con tutta evidenza non avranno cure adeguate. Ma intanto nel resort di Sharm è tutto pronto per lo show di stasera... l'ultimo prima della partenza. 

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    Prodi: "Se succede la grande crisi gli olandesi a chi venderanno i tulipani?"

    "Una grandissima parte della società ha reddito zero, bisogna pensare a come ricostruire la struttura economica del Paese, come ricostruire l'Italia quando saremo fuori da questo dramma, dobbiamo prepararlo adesso, con urgenza". Lo ha affermato Romano Prodi, ospite a 'Che tempo che fa'. Poi, a proposito dei veti che stanno bloccando le decisioni dell'Unione europea, ha osservato: "Ma gli olandesi se succede la grande crisi a chi venderanno i tulipani?". "E' come la guerra, il paragone di Draghi è scientificamente giusto - ha detto Prodi - Non è la crisi del 2008 che parte dalla finanza e poi prende il resto dell'economia, prende tutti: i ristoratori e quelli che devono andare a mangiare".  In Europa, ha aggiunto, "non c'è una strategia per il futuro", ma "il gruppo di Paesi che rifiuta l'austerità per definizione è diventato molto più forte. Finalmente il pericolo è percepito. Il primo passo della Banca centrale europea ci aiuta", ma occorre una "strategia comune e un forte incentivo immediato per le imprese come stanno facendo in America: famiglie e imprese, perché è una crisi dell'offerta e una crisi della domanda".

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    Meteo, settimana subito più fredda: ma tornerà un maxi anticiclone

    In queste ore aria fredda direttamente dal Circolo Polare Artico si sta riversando sul Mediterraneo entrando in Italia sotto forma di venti di Bora e Grecale che soffieranno moderati/forti e accompagneranno una perturbazione dai connotati invernali. Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che oggi, lunedì, si verificheranno copiose nevicate sulle Alpi a quote via via più basse mentre la pioggia bagnerà gran parte del Piemonte e della Lombardia occidentale pianeggianti. Il tempo andrà peggiorando anche al Centro con rovesci e temporali su Toscana, Lazio, Umbria, Appennini in genere. Altre piogge infine interesseranno la Sardegna orientale, la Sicilia e la Calabria tirrenica. I venti soffieranno di Bora e Grecale al Nord con raffiche fino a 50 km/h a Trieste.  Da martedì comincerà ad avanzare l’alta pressione; il tempo andrà migliorando progressivamente al Nord, mentre la perturbazione sospinta da freddi venti settentrionali si sposterà velocemente verso il Centro e poi al Sud con rovesci e temporali. Clima freddo. Da mercoledì avanzerà un vasto campo di alta pressione che gradualmente conquisterà tutta l’Italia, soltanto le Isole maggiori e poi la Calabria rimarranno scoperte da questo scudo stabile e infatti qualche precipitazione interesserà queste regioni tra Giovedì e Venerdì. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che con l’avanzare dell’alta pressione le temperature cominceranno ad aumentare gradualmente. Da giovedì e poi fino al weekend e anche oltre i valori massimi torneranno a misurare cifre via via più vicine ai 20-22°C su gran parte d’Italia, ma specialmente al Centro-Nord.

  • Anziana chiama 112: "Ho solo latte e biscotti".  Carabinieri le portano pasti caldi
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    Anziana chiama 112: "Ho solo latte e biscotti". Carabinieri le portano pasti caldi

    Erano le 19.48 di ieri sera quando al 112 dei carabinieri di Reggio Emilia è giunta la telefonata di una 74enne invalida civile di Reggio Emilia che segnalava ai militari di non aver potuto ritirare la pensione e per questo impossibilitata a fare la spesa. In sua disponibilità solo latte e biscotti. Gli operatori in servizio alla centrale operativa del comando Provinciale carabinieri di Reggio Emilia nella mattinata di oggi hanno fatto pervenire all’anziana i pasti caldi. Primi, secondo, contorni e frutta approntati dalla mensa dei carabinieri. Da domani potrà disporre del servizio di spesa a domicilio assicurato, grazie ai volontari, dal comune di Reggio Emilia. A recapitare i pasti all’anziana, per conto degli operatori del 112, una pattuglia della stazione dei carabinieri di Corso Cairoli che questa mattina ha consegnato gli alimenti all’anziana invalida. La risposta della diretta interessata non si è fatta attendere: nella tarda mattinata odierna la 74enne ha chiamato al 112 ringraziando in lacrime.

  • Coronavirus, Trump: "Harry e Meghan devono pagarsi la sicurezza"
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    Coronavirus, Trump: "Harry e Meghan devono pagarsi la sicurezza"

    Harry e Meghan "devono pagarsi la loro sicurezza" negli Stati Uniti. Con poca eleganza, lo scrive sul Twitter il presidente americano Donald Trump, dopo che i media hanno riportato la notizia che i duchi di Sussex si sono trasferiti a Los Angeles presso la madre di lei. "Sono un grande amico e ammiratore della Regina e del Regno Unito. E' stato riferito che Harry e Meghan, che hanno lasciato il Regno, risiederanno permanentemente in Canada. Ora hanno lasciato il Canada per gli Usa, tuttavia gli Usa non pagheranno per la loro sicurezza. Devono pagare!", ha twittato il presidente, dopo che il magazine People aveva riportato la notizia, da fonte anonima, dell'arrivo in California di Harry e Meghan.  Un articolo sul Daily mail aveva poi fatto speculazioni sulla possibilità che la coppia potesse chiedere agli Stati Uniti di sostenere i costi della loro sicurezza. Comunque sono stati gli stessi Duchi a chiarire di non voler chiedere nulla a Washington. "Il Duca e la Duchessa di Sussex non hanno intenzione di chiedere risorse per la sicurezza al governo americano. Sono stati presi accordi finanziati privatamente", recita una loro dichiarazione. La Dysney aveva annunciato che Meghan, attrice e cittadina americana, sarebbe stata la voce narrante del documentario "Elephant". Non è chiaro se il progetto andrà avanti in piena crisi coronavirus. Harry e Meghan cesseranno formalmente i loro doveri reali il 31 marzo. Secondo i media, i Duchi di Sussex non amano molto Trump. E al loro matrimonio la scelta di non invitare esponenti politici sarebbe stato un escamotage per evitare l'arrivo del presidente americano.

  • Che cosa si è visto nella terza domenica del #restoacasa
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    Che cosa si è visto nella terza domenica del #restoacasa

    Parmigiana: La corona di alloro passata di balcone in balcone per recapitarla alla vicina appena laureata in Medicina lontana dai parenti. E poi la parrucchiera forzatamente a riposo che si è riciclata in cuoca e cucina per i vicini, quelli che vanno in farmacia per chi non può muoversi. A Unomattina in famiglia Monica Setta intervista anche Paolo Masini che ha istituito il premio “Mamma Roma” per premiare le iniziative condominiali più belle. Per l'ex parrucchiera che cucina c'è una curiosità da soddisfare. Cosa chiedono di più? “La parmigiana”.Il letto in collegamento: Dopo divani di varie fogge e librerie varie sullo sfondo dei collegamenti casalinghi, nella tv del coronavirus si affaccia una stanza da letto. Quella con copriletto a righe rosso, libri sul comodino e porta abiti in bella mostra da cui si collega con Mezz'ora in più (Raitre) Fabrizio Nicastro dell'Istituto nazionale di astrofisica. Scenografia e look a parte (giacca della tuta e t-shirt grigia) Nicastro offre un'interessante (e incoraggiante) lettura della curva dei contagi.Notizie da incubo: Andrea Crisanti professore di microbiologia e virologia all'università di Padova a Mezz'ora in più si dice convinto che il contagio ora sia alimentato soprattutto dalla trasmissione interfamiliare: “Dalle nostre stime abbiamo dai 400 mila ai 600 mila infettati (quelli non censiti ufficialmente ndr) la maggior parte dei quali sta a casa con i familiari. I nostri dati ci dicono che un familiare ha una probabilità di infettarsi 280 volte superiore di chi vive in una casa senza persone infette”. La conduttrice Lucia Annunziata prova a tradurre: “Ci sta dando una notizia da incubo: dobbiamo stare tutti a casa con le nostre famiglie, ma il posto dove ci crediamo più protetti può diventare il nostro inferno, è questo che ci state dicendo?” “Non ci ricordiamo cosa è successo con la nave Diamond Princess?” “Allora forse non basta dire state a casa” chiosa Annunziata.La birretta della Venier: Giacca bianca, camicia azzurra, Mara venire dà il via austeramente alla sua Domenica in, inquadrata come un mezzobusto del tg: “Sarà una Domenica in che abbiamo adattato alle esigenze del momento, senza ospiti, con molti collegamenti” premette, rivolgendo i suoi saluti e i suoi pensieri a malati e medici in prima linea. Poi però , quando si affaccia in collegamento Luca Argentero per celebrare il successo della sua fiction “Doc nelle tue mani”, zia Mara si lascia andare: “Ho sentito che hai promesso una birretta ai tuoi ospiti quando tutto sarà finito, mi candido anche io”, gli fa lui. E lei: “Sai che ti dico Luca? Io me ‘mbriacherò, una birretta non mi basta, da buona veneta. Vedrete cosa farà la zia”.Bollettino: Ormai telefonate e videochiamate si fissano prima o dopo il rito quotidiano delle 18. Oggi il capo della protezione civile Borrelli si è presentato con Luca Richeldi, pneumologo del comitato tecnico-scientifico e con l'interprete Lis, che ieri si era eclissata, ringraziando “il popolo albanese e il presidente Edi Rama per le parole con cui ha commentato la partenza di 30 tra medici e infermieri: ha dimostrato una vicinanza non solo geografica al nostro Paese rinnovando un rapporto reciproco” . (il commovente video del presidente albanese con il presidente che parla ai sanitari albanesi in partenza oggi è diventato virale. Dice: “ L'Italia è casa nostra da quando i nostri fratelli e sorelle ci hanno salvato nel passato, ospitandoci e adottandoci mentre qui si soffriva. Noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria, non possiamo permetterci di non dimostrare all'Italia che l'Albania e gli albanesi non l'abbandonano”. Chapeau).Chi fa e chi parla: “Dove sono le Ong, cosa fa Emergency?”. Fabio Fazio è onorato di poter intervistare Gino Strada di Emergency dopo la domanda tormentone che, accusando a torto la sua associazione (che è impegnata nell'allestimento del nuovo ospedale Covid a Bergamo), ha fatto il giro del web. Gliela ripropone anche lui, sdegnato per la fake news: “In questo momento c'è chi fa e c'è chi parla, chi fa cerca di aiutare chi parla lo fa spesso a sproposito soprattutto se è un giornalista, basta telefonare e chiedere. E' una polemica e una campagna di odio fuori luogo”, risponde Strada.Chi può metta, chi non può prenda: È la frase che campeggia su un cartello di Napoli citato dalla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova collegata con Barbara D'Urso a Non è la D'Urso live: parlando del dramma degli italiani rimasti senza soldi per la spesa la ministra chiarisce che lo Stato deve prendersi cura di loro. E poi rivolgendosi a chi fa abitualmente volontariato, invita a seguire il messaggio napoletano. D'Urso, in miniabito di strass blu, approva.Le accuse di Briatore: “So che tu sei molto critico, cosa non ha funzionato?” chiede Giletti a Flavio Briatore, in collegamento con Non è l'Arena: “Non c'è stata sfortuna, il premier e il ministro della Salute hanno commesso tre reati: prima hanno taciuto, poi hanno diffuso e adesso non mettono a disposizione i mezzi per combattere” chiarisce lui. Giletti lo frena: “Le parole pesano come mattoni, che qualcosa non abbia funzionato l'ho detto anche io, ma reati mi sembra troppo”.

  • Coronavirus, Gallera: allerta potrebbe durare ancora molti mesi
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    Coronavirus, Gallera: allerta potrebbe durare ancora molti mesi

    "Serve impegno di tutti, nessuno escluso. O sarà il baratro"

  • Renzi: "Riaprire aziende a aprile, non ampliare reddito di cittadinanza"
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    Renzi: "Riaprire aziende a aprile, non ampliare reddito di cittadinanza"

    Sulla proposta di riaprire le aziende "ho visto tanta ipocrisia. Io non ho chiesto di riaprire oggi, ma ad aprile. Ho chiesto però di pensare adesso a come riaprire. Perché se non ci pensiamo oggi arriviamo in ritardo all'appuntamento con l'emergenza economica almeno come siamo arrivati in ritardo sull'emergenza sanitaria". Sono le parole di Matteo Renzi, senatore e leader di Italia Viva, intervistato dal 'Corriere della Sera'. A chi gli chiede se Governo e Protezione civile abbiano commesso errori, l'ex premier risponde: "Non tocca a me dire chi ha sbagliato. Certo: l'Italia è il Paese con più morti al mondo, qualcosa non ha funzionato. Ho proposto di fare, quando tutto sarà finito, una commissione di inchiesta per verificare le responsabilità. Perché su mascherine, respiratori, protocolli ci siamo mossi troppo tardi, è un dato di fatto". "Benissimo la battaglia sugli eurobond, ma non basta. L'Europa ha già fatto i primi passi, sospendendo il patto di Stabilità e modificando la normativa sugli aiuti di Stato. E dobbiamo sapere che comunque pagheremo noi, aumentando il debito. O meglio: pagheranno i nostri figli. Quindi spendiamoli bene", aggiunge. "C'è una cultura politica - anche nella maggioranza di governo - che immagina si possa affrontare questa emergenza estendendo il reddito di cittadinanza. È una visione assistenzialista miope. Dobbiamo dare una mano a chi non ce la fa, ma la misura sociale più giusta e più urgente è quella di riaprire le aziende per non licenziare i lavoratori", sottolinea l'ex premier, che aggiunge: "Abbiamo chiuso 60 milioni di italiani in casa da 3 settimane: possiamo chiudere la burocrazia nel ripostiglio per qualche mese?".

  • Coronavirus, 'a Wuhan molti più morti': i dubbi dei media
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    Coronavirus, 'a Wuhan molti più morti': i dubbi dei media

    Il numero dei decessi resi noti a Wuhan non convince Radio Free Asia. L'emittente, in un lungo articolo pubblicato sul proprio sito, solleva dubbi sulla veridicità delle vittime, "circa 2500'', registrate in città. "Dall'inizio della settimana, 7 grandi società di pompe funebri hanno consegnato ogni giorno le ceneri di circa 500 defunti alle rispettive famiglie. Questo fa pensare che siano morte più persone rispetto a quanto indicato dalle cifre ufficiali", si legge nell'articolo, che si basa anche su dichiarazioni rese da cittadini in forma anonima. Per delineare il quadro, Radio Free Asia fa riferimento anche alle informazioni diffuse dal sito Caixin.com, secondo cui 5000 urne sarebbero state consegnate ad un'azienda di pompe funebri nell'arco di una sola giornata. I numeri sono al centro di discussioni sui social e nell'articolo di RFA si arriva ad ipotizzare il totale di 42.000 decessi sulla base di ragionamenti ad oggi privi di evidenze concrete. Si ipotizza che nel complesso verranno consegnate ogni giorno circa 3500 urne tra il 23 marzo, data di inizio del processo, e la festa del QingMing che cade il 5 aprile.

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    Speranze da un vecchio farmaco antimalarico: "In laboratorio funziona contro il virus"

    Nuove speranze contro il coronavirus potrebbero venire da un vecchio farmaco. Al laboratorio di virologia del San Raffaele di Milano sono stati condotti test in laboratorio su Plaquenil, farmaco in uso da quasi 70 anni contro la malaria. E i test hanno dato risultati oggettivamente incoraggianti. Lo ha annunciato sul suo sito Medical Facts il virologo Roberto Burioni.Nel 2005, ricorda Burioni, "alcuni ricercatori statunitensi si sono accorti" che l'antimalarico "aveva in laboratorio una forte attività antivirale contro il coronavirus responsabile della SARS, sparito nel 2004. Siccome l'attività antivirale era diretta contro un virus non più esistente la notizia era passata inosservata. Naturalmente quando è saltato fuori questo nuovo virus, cugino di quello della SARS, molti hanno pensato di utilizzare il Plaquenil per curare questa infezione".L'efficacia di questa terapia non è ancora chiara e non sono neanche chiari i meccanismi attraverso i quali il Plaquenil infastidisce la replicazione virale. E siccome fare gli esperimenti sulle persone è sicuramente più complicato, spiega il virologo, "molti ricercatori hanno pensato di studiare l'effetto del Plaquenil sul nuovo coronavirus in laboratorio, tra questi noi. Per studiare un virus in laboratorio bisogna prenderlo e metterlo a contatto con cellule nelle quali si possa replicare: in generale l'effetto è la loro completa distruzione. Dunque: abbiamo preso il coronavirus e l'abbiamo messo a replicare, aggiungendo una quantità di Plaquenil abbondantemente raggiungibile nel polmone dopo la somministrazione del farmaco". ​"Però - aggiunge Burioni - abbiamo esplorato non una, ma tre possibilità. Nella prima abbiamo aggiunto il Plaquenil DOPO l'infezione delle cellule con il virus, simulando la situazione in cui si troverebbe un paziente se il farmaco gli venisse somministrato al momento della diagnosi, quando è già infettato. Poi abbiamo provato ad aggiungerlo solo PRIMA dell'infezione delle cellule, simulando l'uso del Plaquenil in profilassi. E poi abbiamo fatto anche un terzo tentativo: l'abbiamo aggiunto sia PRIMA che DOPO l'infezione delle cellule, simulando una somministrazione continuativa del farmaco". I risultati sono stati che l'esito nettamente migliore per le cellule infettate si è avuto con il farmaco somministrato prima e dopo l'infezione."Chiaramente questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza - aggiunge il virologo - i dati che abbiamo ottenuto suggeriscono che una sperimentazione clinica di questo farmaco dovrebbe essere svolta somministrando il farmaco non solo quando il paziente sta già male, ma già prima dell'infezione agli individui che sono a maggior rischio. Non correte a comprare il Plaquenil e non assumetelo di testa vostra - raccomanda - mentre l'efficacia non è ancora certa, gli effetti collaterali del farmaco sono comunque possibili. In ogni caso, però, se uno studio clinico riuscisse a confermare che il Plaquenil è utile nel modo in cui questo studio suggerisce, ovvero associando profilassi e terapia, avremmo fatto un passo verso il ridimensionamento di questo virus. Un passo che, per esempio, potrebbe rappresentare una protezione in più per tutti i colleghi in primissima linea nella gestione clinica de pazienti infetti. Quanto grande sarà questo passo non possiamo saperlo, ma è di questi passi che è fatto il ritorno alla vita normale. Vorrei qui ringraziare – oltre a Massimo Clementi che coordina tutto il laboratorio – anche Nicasio Mancini e Nicola Clementi che hanno diretto il gruppo di giovanissimi ricercatori che ha svolto questo lavoro: Elena Criscuolo, Roberta Antonia Diotti, Roberto Ferrarese e Matteo Castelli. Perché fare gli esperimenti con questo virus non è una cosa da poco: bisogna maneggiarlo, e maneggiare un virus potenzialmente letale è cosa che significa letteralmente rischiare la vita mentre si fanno gli esperimenti".

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    La lezione dell'Albania all'Ue

    È arrivato in Lombardia, come annunciato dal premier Edi Rama, il team di 20 infermieri e 10 medici albanesi mandati per supportare l'Italia, e in particolare gli ospedali di Brescia, nello sforzo contro il coronavirus. "Non siamo privi di memoria", aveva spiegato Rama alla partenza del team, "non possiamo non dimostrare all'Italia che l'Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. Oggi siamo tutti italiani, e l'Italia deve vincere e vincerà questa guerra anche per noi, per l'Europa e il mondo intero".Ad accoglierli il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, e il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia. "Grazie, grazie per essere qua al nostro fianco in un periodo complicato. Siete destinati a Brescia, una delle zone più complicate dell'emergenza. Speriamo che il vostro arrivo coincida con la discesa verso la soluzione" ha detto Fontana, sulla pista dell'aeroporto di Verona.C'era anche Vito Crimi, vice ministro dell'Interno: "Io sono bresciano e per questo vi ringrazio doppiamente, speriamo che il vostro aiuto riesca a lenire la fatica dei nostri medici che sono in prima linea da tante settimane". Molti dei sanitari albanesi hanno studiato in Italia e parlano tutti perfettamente l'italiano."È stata una scelta naturale", ha ribadito in serata il premier Rama a Sky Tg 24. "Tutti noi crediamo che l'Italia e' casa nostra e vederla combattere una guerra così feroce e poi essere lasciata a sé stessa fa molto male". "Ricambiare non è la parola giusta perché non potremo mai ricambiare quello che l'Italia e gli italiani hanno fatto per noi in tempi troppo bui", ha aggiunto, spiegando di aver organizzato questa iniziativa con il visto bravissimo ministro degli Esteri, Luigi Di Maio". "Gli ho accennato questa iniziativa e lui è stato molto ricettivo", ha aggiunto."L'egoismo non ci appartiene. Dall'Albania una lezione di solidarietà", ha commentato lo stesso Di Maio, "grazie al presidente Edi Rama. Sono questi i valori fondanti che l'Europa dovrebbe trasmettere a chi è in difficoltà".

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    Nella Casa del GF Vip nuova discussione tra Antonio Zequila e Teresanna Pugliese: una proposta particolare ha scatenato il putiferio

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    Alessandro Zarino e Veronica Burchielli si sono detti addio: l'annuncio sui social dell'ex corteggiatrice di Uomini e Donne

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    Giorgia Palmas e Filippo Magnini si sono visti costretti a rimandare il matrimonio. L'ex velina ha pubblicato uno sfogo social.

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    Come funzionano i buoni spesa che saranno distribuiti ai Comuni.

  • In calo morti e pazienti gravi in Italia
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    In calo morti e pazienti gravi in Italia

    Sono quasi 10800, per la precisione 10779, i morti in Italia per coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono decedute 756 persone. I dati sono stati forniti da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile. "Nel fine settimana abbiamo registrato un calo nel numero dei decessi e dei ricoveri in terapia intensiva. Si tratta di un dato molto importante", ha spiegato Luca Richeldi, direttore dell’Unità di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma, intervenuto oggi alla conferenza stampa alla Protezione Civile. L'esperto ha però sottolineato allo stesso tempo che "si tratta di una battaglia molto lunga" e che "dobbiamo essere rigorosi nel rispetto delle misure. Non dobbiamo abbassare la guardia". Di "segnali incoraggianti" ha parlato anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di 'Che tempo che fa'. Ma "questo non basta, non è una cosa di domani". Ecco perché "sicuramente" le misure di contenimento per il coronavirus "verranno allungate e ci sarà bisogno di un sacrificio che non sarà brevissimo". "Se noi immaginassimo di bloccare queste misure commetteremmo un errore drammatico e bruceremmo quel piccolo vantaggio che stiamo provando a costruire - ha aggiunto il ministro - Vediamo la luce in fondo al tunnel, ma sbagliare i tempi ci precipiterebbe immediatamente indietro". I dati dell'emergenza I guariti in totale sono 13030 (+646), ha fatto sapere ancora Borrelli, mentre i casi attualmente positivi sono 73880 (+3815): in isolamento domiciliare 42.588 persone, 27386 sono ricoverate con sintomi e 3906 (+50) in terapia intensiva. Borrelli ha voluto "ringraziare il popolo albanese e il presidente Edi Rama per le parole con cui ha commentato la partenza di 30 tra medici e infermieri: ha dimostrato una vicinanza non solo geografica al nostro Paese rinnovando un rapporto reciproco con il dipartimento della Protezione Civile che va avanti da anni". Poi, ha reso noto che "ieri sera si è chiusa la call per gli infermieri e abbiamo ricevuto 9448 domande, il 55% sono donne, il 45% sono uomini. Il 50% degli infermieri sono specializzati nei settori sanitari di emergenza e urgenza". "La maggior parte delle domande -ha spiegato Borrelli- proviene da Lazio, Lombardia e Campania e stiamo procedendo con l'individuazione del primo contingente di infermieri da far partire".

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    Alla Dpa: "Sono uno slogan, contrarietà Germania giustificate"

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    Padre muore in casa, la figlia: “Non gli hanno fatto il tampone”

    A Piazza Pulita su La 7 Asia Marchesi ha raccontato del calvario vissuto dal padre Sirio morto in casa con sintomi analoghi al Covid-19.