Vaccinazione pediatrica, Fimp: "Importante contrastare l’esitazione"

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Le coperture vaccinali per l'infanzia e l'adolescenza registrano purtroppo valori ben al di sotto dell'immunità di gregge per diverse patologie importanti. Antonio D’Avino, vicepresidente nazionale Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri), ha fatto il punto anche sullo stato dell’arte di tutte le altre vaccinazioni, fra cui quella anti-Covid-19 e quella antimeningococcica. “L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha influito negativamente su tutte le vaccinazioni, a partire da quelle eseguite nei primi anni di vita. In particolare, è la fascia d’età dell’adolescenza quella in cui le coperture vaccinali sono notevolmente peggiorate” ha spiegato. “È molto importante non abbassare la guardia e, anzi, è necessario lavorare tutti insieme per raggiungere l’obiettivo della cosiddetta “immunità di popolazione” (95% dei vaccinati), con la quale si ottiene di limitare la circolazione nella collettività di virus e di batteri”.

Sul tema è intervenuta anche Giannamaria Vallefuoco, segretaria regionale Fimp: “Purtroppo, nei mesi della pandemia da Covid-19, tutte le vaccinazioni comprese nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 hanno subito un calo di adesioni con una riduzione delle coperture sia per le vaccinazioni obbligatorie che per tutte quelle raccomandate, tranne la vaccinazione antinfluenzale che ha avuto un incremento di copertura grazie alla temuta possibile concomitanza delle due forme virali-, influenza e Covid 19”. Proprio a causa della pandemia di Covid-19, secondo un'indagine internazionale condotta da Ipsos per Gsk, da marzo 2020 a marzo 2021 un genitore su due è stato costretto a rimandare o annullare l'appuntamento per la vaccinazione contro la meningite. E proprio su questa malattia si sono accesi i riflettori con l’obiettivo di sollecitare le famiglie alla vaccinazione e al recupero vaccinale dei loro figli.

“Senza alcun dubbio – ha sottolineato D’Avino - la vaccinazione è l’arma più efficace di cui disponiamo oggi per prevenire le meningiti batteriche. La vaccinazione contro il meningococco sia di sierogruppo B che di sierogruppi A.C.W.Y è prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale vigente, ma auspichiamo che in tutte le regioni si attui ogni forma di collaborazione tra sanità pubblica e medici delle cure primarie (pediatri di famiglia e medici di medicina generale) con l’unico scopo di favorire l'aumento delle coperture vaccinali”. In particolare, la Regione Campania, in epoca pre-Covid, aveva già emanato due delibere sulle vaccinazioni antimeningite. “La DR n°4 del 10-01-2017 ha dato disposizione all'uso del vaccino tetravalente Men A,C,W,Y coniugato ai piccoli dal 13° al 18° mese ed - ha continuato Vallefuoco - estendendo lo stesso vaccino alla corte dai 12 ai 18 anni sia nei soggetti mai vaccinati sia in quelli vaccinati con Meningite C se trascorsi almeno 5 anni dalla prima dose. Inoltre, con il Decreto n° 28 del 25-03-2019 è stata disposta la chiamata attiva e offerta gratuita del vaccino antimeningococco B oltre che ai nuovi nati anche agli adolescenti dai 12, partendo dalla coorte 2006”.

Non bisogna infatti dimenticare che la meningite è una delle malattie più pericolose, contro la quale, fino a pochi anni fa “esisteva” solo la speranza di una diagnosi precoce e di un trattamento efficace. “Oggi che abbiamo a disposizione una serie di vaccini è inconcepibile non ricorrere ad una pratica sicura che elimina il rischio soprattutto nelle fasce di età più esposte - ha concluso l’esperta -. Proprio per questo gli operatori sanitari e per primi i pediatri di famiglia devono farsi carico non solo di mantenere la soglia di copertura vaccinali a livelli che impediscano la circolazione dell'agente

infettante (herd immunity), ma bisogna, attraverso la chiamata attiva, coinvolgere gli inadempienti e recuperare le coperture in quelle corti con scarsa adesione vaccinale”.

Esigenza ancora più avvertita in questo periodo dell’anno, in cui l’allentamento delle misure anti Covid potrebbe causare un forte rialzo dei casi di influenza stagionale che per quasi tutto il 2020-21 è praticamente sparita a livello globale. A fronte di questo l’importanza di somministrare ai bambini anche il vaccino antinfluenzale che, come spiega l’esperto, può essere somministrato congiuntamente a quello antimeningococcico. “Non è controindicata la somministrazione simultanea in sedi diverse, o in giorni diversi senza alcuna limitazione di tempo, per due vaccini inattivati come quelli contro la meningite e quello contro l’influenza. Non c'è alcuna controindicazione ad una simultanea somministrazione, anzi è da suggerire questa indicazione poiché ciò consente di ottimizzare l’organizzazione del sistema, “risparmiando” una seduta vaccinale all’operatore e limitando, ad esempio, anche il disagio del genitore che non è costretto ad assentarsi dal lavoro per accompagnare per la vaccinazione nuovamente dal pediatra il bambino/adolescente”. “Credo che la pediatria del territorio – ha chiosato - sia pronta a collaborare con i Dipartimenti di Sanità pubblica, scendendo in campo direttamente per eseguire le vaccinazioni, con la consapevolezza che solo se tutti i professionisti della salute andranno uniti verso la stessa meta si otterranno gli obiettivi di salute a vantaggio della collettività”.

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