Vaccinazioni in ripartenza: come sarà organizzato il tutto?

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Vaccino
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Le vaccinazioni anti Covid-19 in Italia dovranno prima o poi ripartire. Come è risaputo, per ora la somministrazione del vaccino Astrazeneca resta sospesa, fino al pronunciamento da parte dell’Ema, previsto per la data del 18 marzo. La campagna vaccinale ha come obiettivo l’immunizzazione di almeno l’80% degli italiani entro la fine di settembre. Tra le ipotesi più plausibili c’è quella dell’overbooking. Un’ipotesi da prendere in considerazione è quella di mettere in coda alla lista chi rifiuta la propria dose di Astrazeneca, nel caso di riammissione del vaccino. In tal caso i rinunciatari si vedrebbero costretti ad attendere almeno tre mesi. Ricordiamo come lo stop ad Astrazeneca è stato un atto dovuto a causa dei diversi casi di trombosi registrati in Germania. A questi si aggiungono alcuni casi anche in Italia. Si stanno dunque svolgendo le opportune indagini da parte delle diverse procure.

Cosa succede a chi rifiuta Astrazeneca

Si attende il pronunciamento da parte dell’Ema riguardo al futuro del vaccino Astrazeneca. Le ipotesi sono due: da una parte la sospensione potrebbe terminare, facendo così ripartire la regolare campagna di vaccinazioni. Dall’altra, invece, c’è la possibilità che lo stop alla somministrazione del vaccino svedese possa vedersi prolungato.

Mentre si attendono chiarimenti su Astrazeneca, è possibile ipotizzare nel futuro prossimo la scelta dell’overbooking per la campagna vaccinale in Italia. È lecito ipotizzare che vengano chiamati più soggetti rispetto al numero di dosi effettivamente disponibile di Astrazeneca, affinché si evitino buchi neri nel numero di vaccinazioni da effettuare. Altro metodo sarebbe quello di mettere in coda alla lista coloro che rinunciano al vaccino.