Vaccini, 48% europei ritiene abbiano gravi effetti collaterali

Mpd

Roma, 26 apr. (askanews) - "Il 48% degli europei ritiene, erroneamente, che i vaccini abbiano spesso gravi effetti collaterali e il 38% pensa che possano provocare le malattie dalle quali dovrebbero proteggere. Negli ultimi due secoli l'efficacia dei vaccini è stata costantemente dimostrata, e questo è un fatto, non un'opinione". E' il Vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, nella Settimana europea dell'immunizzazione, a commentare i dati diffusi da Eurobarometro che ha effettuato un sondaggio sui cittadini dell'Unione in tempi di serrata discussione sui vaccini. "Ciò - osserva - significa che il nostro lavoro volto ad aumentare la copertura vaccinale e a lottare contro la disinformazione sui vaccini è lungi dall'essere concluso. Continueremo a realizzare tutte le azioni previste dalla raccomandazione del Consiglio relativa al rafforzamento della cooperazione nella lotta contro le malattie prevenibili con la vaccinazione e sono lieto di annunciare che la Commissione e l'OMS organizzeranno un vertice mondiale sulla vaccinazione che si terrà il 12 settembre 2019 a Bruxelles. Si tratta di un chiaro messaggio di sostegno politico ai benefici della vaccinazione, all'importanza di proseguire la ricerca per lo sviluppo di vaccini migliori e alla necessità di garantire la parità di accesso ai vaccini per tutti. Non ultime, la solidarietà globale e un'azione decisa contro la disinformazione sui vaccini sono fondamentali. Uniamo le forze per sensibilizzare l'opinione pubblica su un semplice fatto: i vaccini funzionano!".

"Purtroppo - aggiunge - chi come me legge i giornali si sarà sicuramente imbattuto in titoli preoccupanti relativi all'aumento, negli ultimi anni, di focolai di malattie prevenibili con la vaccinazione, che hanno avuto gravi conseguenze per la salute e talvolta hanno causato morti che si sarebbero potute evitare. Quest'anno l'Organizzazione mondiale della sanità ha inserito la disinformazione sui vaccini tra le 10 principali minacce per la salute pubblica. Significa forse che la fiducia nella scienza sta venendo meno?". (segue)