Vaccini, “abbreviano” l’infezione e proteggono a lungo: le scoperte di Ieo e Niguarda

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A medical worker holds a syringe and a vial of the Comirnaty vaccine by Pfizer-BioNTech against Covid-19 on April 22, 2021 at the San Giovanni Addolorata hospital in Rome. (Photo by Tiziana FABI / AFP) (Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images) (Photo: TIZIANA FABI via Getty Images)
A medical worker holds a syringe and a vial of the Comirnaty vaccine by Pfizer-BioNTech against Covid-19 on April 22, 2021 at the San Giovanni Addolorata hospital in Rome. (Photo by Tiziana FABI / AFP) (Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images) (Photo: TIZIANA FABI via Getty Images)

Anche dopo sei mesi dalla vaccinazione gli anticorpi contro il Covid non scompaiono, e se si viene contagiati l’infezione ha una durata più breve rispetto a chi non è vaccinato. Queste sono le evidenze emerse da due studi condotti dal Niguarda e dallo Ieo (Istituto europeo di oncologia), due ospedali milanesi.

Come riporta il Corriere, il primo studio (“Renaissance”) ha coinvolto 2179 operatori sanitari vaccinati con Pfizer. Dopo tre mesi dalla vaccinazione, come ha affermato Francesco Scaglione, direttore del laboratorio di Analisi chimiche e Microbiologia di Niguarda, i soggetti hanno mostrato una risposta anticorpale nel 99 per cento dei casi. Dopo sei mesi, lo stesso 99 per cento della platea ha mostrato nuovamente una buona dose di anticorpi. Il restante un per cento riguarda chi fin dall’inizio non hanno reagito positivamente al virus, viste anche le particolari condizioni di salute di questi soggetti. Ha detto Scaglione:

Non si conosce ancora qual è il “cut off, ovvero la soglia minima necessaria per considerarsi protetti, ma dopo la vaccinazione soltanto dieci operatori sanitari hanno contratto l’infezione. Una ulteriore prova della forza dell’iniezione anche contro le varianti del virus. Solo uno si è ammalato in maniera sintomatica. Tra l’altro si trattava di un paziente fragile.

Dalla ricerca emerge che la quantità di anticorpi si è ridotta più velocemente (circa del 70 per cento) nei primi tre mesi dopo la vaccinazione, e poi più lentamente (45 per cento) nelle settimane successive. Secondo l’esperto, alla luce di questi dati è utile fare una terza dose “in via precauzionale, soprattutto ai vulnerabili, ma senza urgenza”.

Il secondo studio, invece, condotto dallo Ieo, ha dimostrato che dopo la vaccinazione le infezioni da Sars-Cov-2 sono nettamente diminuite. I ricercatori hanno effettuato uno screening durato 27 mesi per valutare l’evoluzione dell’epidemia in tutte le sue fasi di sviluppo. 266 i casi di contagio rilevati prima della vaccinazione (17,8 per cento), su un totale di 1493 partecipanti. Dopo la puntura, i contagi sono scesi a 30 su un totale di 2029 soggetti (1,5 per cento). Nel dettaglio i ricercatori hanno scoperto che la probabilità di re-infettarsi dopo aver già contratto la malattia è sette volte più alta rispetto al contagio dopo la vaccinazione. Infine, mentre nei soggetti non vaccinati la durata media dell’infezione è 16,5 giorni, quella di chi è vaccinato è mediamente di due giorni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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