Vaccini anti Covid, il sospetto dell’Ue su ritardi AstraZeneca

Red
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Image from askanews web site
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Bruxelles, 26 gen. (askanews) - Diventa sempre più dura la controversia europea sui vaccini. La Commissione, pur non affermandolo esplicitamente, sospetta che AstraZeneca abbia destinato a paesi extra Ue (probabilmente il Regno Unito, ma forse anche altri che pagano di più) le dosi di vaccini che erano state prodotte in Europa (in Belgio, oltre che nel Regno Unito) per essere destinate agli Stati membri in base a precisi accordi contrattuali di consegne trimestrali.

AsraZeneca, che dovrebbe avere entro pochi giorni il via libera dell'Ema (l'Agenzia europea dei medicinali) per la commercializzazione condizionata del suo vaccino nell'Ue, nel contratto firmato ad agosto con la Commissione si era impegnata a produrre tempestivamente e consegnare con scadenza trimestrale agli Stati membri complessivamente 300 milioni di dosi, con una prima 'tranche' di consegne entro marzo.

Ma venerdì, la casa farmaceutica ha comunicato, a sorpresa, di non essere in grado di rispettare in pieno questa prima scadenza. Le cifre sono coperte dal segreto commerciale, ma secondo l'agenzia Reuters AstraZeneca avrebbe annunciato di poter consegnare entro il primo trimestre dell'anno solo 31 milioni di dosi, invece degli 80 milioni che sarebbero previsti dal contratto.

AstraZeneca non ha ancora chiarito, in due riunioni ieri mattina e ieri sera con i rappresentanti gli Stati membri e della Commissione nello "Steering Board" dell'Ue sui vaccini, le vere cause di queste previste mancate consegne, e una terza riunione è stata fissata per domani, sempre in attesa delle sue spiegazioni.

"L'Unione europea vuole sapere esattamente quali dosi sono state prodotte finora, e dove, da AstraZeneca e, se sono state consegnate, a chi", ha detto ieri pomeriggio, con tono minaccioso, la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, annunciando subito dopo, a sorpresa, che la Commissione "proporrà ai 27 Stati membri un meccanismo di trasparenza delle esportazioni" dei vaccini.

"Vogliamo chiarezza sulle transazioni e piena trasparenza riguardo all'esportazione di vaccini dall'Ue", ha sottolineato la commissaria, aggiungendo che "in futuro tutte le aziende produttrici di vaccini contro il Covid-19 nell'Ue dovranno fornire una notifica tempestiva, ogni volta che desiderano esportare vaccini in paesi terzi". L'Ue, ha concluso Kyriakides, "intraprenderà qualsiasi azione necessaria per proteggere i suoi cittadini e i suoi diritti".

I portavoce della Commissione hanno chiarito oggi, rispondendo ai giornalisti, che il dispositivo di monitoraggio delle esportazioni dovrebbe essere approvato entro la fine della settimana, precisando che si tratta di un "meccanismo di trasparenza", come l'ha descritto Kyriakides, e che non prevede divieti di esportazione.

Tuttavia, sapere con precisione dove sono stati prodotti i vaccini e dove e quando sono stati esportati consentirebbe alla Commissione e agli Stati membri di attivare le clausole contrattuali relative agli obblighi di consegna delle dosi, e di imporre eventualmente le sanzioni previste in caso di violazione degli impegni trimestrali da parte delle case farmaceutiche.

"L'Unione europea ha prefinanziato lo sviluppo del vaccino e la sua produzione e vuole vedere il ritorno" di quest'investimento, aveva detto ancora Kyriakides ieri. Il concetto è stato ribadito dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Ci abbiamo messo solo 10 mesi" a sviluppare i vaccini anti Covid, "una cosa per cui normalmente ci sarebbero voluti dai cinque ai 10 anni", ha ricordato von der Leyen stamattina, durante in intervento teletrasmesso per il forum economico mondiale di Davos.

Questo è accaduto, ha continuato von der Leyen, "perché il mondo ha messo insieme le sue risorse, gli scienziati hanno condiviso la loro esperienza e diversi produttori hanno lavorato insieme. L'Unione europea e altri - ha sottolineato la presidente della Commissione - hanno contribuito con denaro, e sono state investite ingenti somme per costruire in anticipo le capacità di ricerca e gli impianti di produzione. L'Europa ha investito miliardi per aiutare a sviluppare, prima al mondo, i vaccini contro il covid-19, per creare un bene comune veramente globale".

"E ora - ha avvertito von der Leyen - le aziende devono rispettare i loro impegni e onorare i loro obblighi. Questo è il motivo per cui istituiremo un meccanismo per la trasparenza sulle esportazioni di vaccini. L'Europa è determinata a contribuire a questo bene comune globale. Ma questo significa anche 'business'", ha concluso la presidente della Commissione.