Vaccini, bufera su Morra, centrodestra chiede le sue dimissioni

Red
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Roma, 22 mar. (askanews) - Il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, senatore calabrese eletto con i 5 stelle, finisce nuovamente nella bufera. A novembre scorso furono le sue dichiarazioni sulla governatrice della Calabria Jole Santelli, deceduta per le conseguenze di un cancro, a far discutere. Oggi Matteo Salvini e Giorgia Meloni ne chiedono le dimissioni in seguito al sopralluogo fatto da Morra, con scorta al seguito, sabato scorso negli uffici della centrale operativa territoriale dell'Asl di Cosenza, dove, come d'altronde in diverse parti d'Italia, si registrano ritardi e disservizi nelle somministrazioni.

Secondo quanto dichiarato al Corriere della Sera dal direttore del centro Mario Marino, Morra si sarebbe scagliato contro di lui e contro il suo staff di medici indicandoli come incapaci perché non in grado di gestire le vaccinazioni. Quindi avrebbe chiesto alla scorta di identificarli. Marino, che dopo l'episodio ha avuto un malore, racconta che il senatore M5s lo avrebbe anche incolpato del fatto che dei suoi parenti ottuagenari non sono ancora stati chiamati per la vaccinazione.

"Andremo fino in fondo a questa vicenda e se tutto ciò corrispondesse al vero Morra farebbe bene a dimettersi immediatamente: un comportamento del genere è inaccettabile e indegno per qualsiasi rappresentante delle Istituzioni, figuriamoci per il Presidente della commissione Antimafia", ha scritto la leader di Fdi Giorgia Meloni su Facebook. E il leader della Lega Salvini le ha fatto eco: "Morra si dimetta, da tutto. Solidarietà ai medici colpiti". Chiede chiarimenti "sulla triste vicenda" Gennaro Migliore, deputato di Iv: "Nel rispetto dell'istituzione che rappresenta, di chi da mesi è in prima linea e soprattutto di chi del vaccino avrebbe davvero urgente bisogno". Interviene anche il vicepresidente dei senatori Pd e capogruppo dem in Antimafia Franco Mirabelli: "Se fosse confermato l'episodio di cui sarebbe stato protagonista il presidente Morra sarebbe molto grave. Usare il proprio ruolo, e addirittura la scorta, per sollecitare interventi che nulla hanno a che fare col proprio mandato è un abuso inaccettabile soprattutto per chi, come chi presiede la commissione Antimafia, dovrebbe fare della correttezza dei comportamenti e del rispetto delle regole la propria bussola". Secondo il capogruppo di Fi alla Camera, il calabrese Roberto Occhiuto, "Morra dovrebbe chiedere pubblicamente scusa e, finalmente, lasciare un ruolo per il quale ha dimostrato in più occasioni di non essere adeguato". Il deputato M5s Giorgio Trizzino annuncia una interpellanza urgente al ministro della Giustizia, Marta Cartabia, sulla vicenda.

Morra si difende con un video su Facebook spiegando la sua versione dei fatti che, a suo dire, "sono stati raccontati in maniera inverosimile e dunque grottesca". Il presidente dell'Antimafia respinge le accuse di aver avuto un interesse personale: "Io ero andato a effettuare un controllo che ha dimostrato che queste persone fossero distratte mentre lavoravano", sostiene il senatore, recentemente espulso dal gruppo del M5S dopo il rifiuto di votare la fiducia al governo Draghi. Quanto al ruolo svolto dalla scorta, spiega: "I miei poliziotti hanno chiesto l'identificazione di questi due dirigenti medici perché risultavano sprovvisti di mascherine, di Dpi".

"Io - attacca Morra - mi sono anche seccato di tutta questa marea di fango che sommerge chi si comporta a tutela dei diritti di tutti quanti. Mi farebbe piacere che mi si spiegasse come avrei perorato la causa dei miei suoceri e secondo altri, dei miei genitori. Purtroppo i miei genitori e mio suocero sono venuti a mancare tempo fa, mentre mia suocera si è già vaccinata quindici giorni addietro poiché rientrante per ragioni anagrafiche nelle categorie a rischio. Questa ispezione - afferma il presidente dell'Antimafia - è avvenuta a seguito di segnalazioni di cittadini che mi chiedevano d'intervenire vista la scarsità di vaccini ricevuti dai calabresi e, quindi, anche in provincia di Cosenza. Non vedo nulla di strano se il Presidente della Commissione parlamentare antimafia, parlamentare eletto in Calabria, si interessa ed interviene per cercare di aiutare il sistema delle vaccinazioni che in Calabria fa acqua da tutte le parti - lo dicono i numeri".

"Nonostante ad oggi la macchina di somministrazione del vaccino funzioni poco e male - conclude Morra - questi scarsi risultati non hanno in alcun modo scalfito le retribuzioni dei dirigenti che dovrebbero garantirci ben altri numeri per le vaccinazioni e ben altri livelli d'assistenza sanitaria in un'azienda sanitaria provinciale con circa 1 miliardo di debiti! L'ispezione eseguita sabato è una prerogativa di un parlamentare e penso sia dovere di qualunque rappresentante delle Istituzioni provvedere affinché il diritto alla salute venga rispettato anche in Calabria, anche in provincia di Cosenza".