Vaccini, democrazia e dollari. L'arsenale di Biden

Rita Lofano
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AGI - Un'ora e cinque minuti di discorso, un'ambiziosa (e costosa) agenda post-pandemica e un'immagine che fa la storia: per la prima volta due donne sul podio, sedute dietro al presidente in Congresso, la vice Kamala Harris e la speaker Nancy Pelosi. Alla vigilia della meta dei 100 giorni, in quella stessa Aula sfregiata dai manifestanti lo scorso 6 gennaio, Joe Biden dichiara che "l'America è tornata in marcia, trasformando pericoli in possibilità, crisi in opportunità, battute d'arresto in forza". Cita Franklin Roosevelt ("in America ognuno deve fare la sua parte") lanciando il piano per il lavoro e le famiglie da 1.800 miliardi.

Sottolinea la necessità per i ricchi "di pagare la loro giusta quota" per redistribuire ai poveri, tirando fuori il Robin Hood che ha in sè, per dirla con Politico. Reclama un investimento unico "per ricostruire la nazione e rivitalizzare la democrazia", da finanziare con un amento delle tasse sui ricchi al 39,6% (dall'attuale 37%) e quasi raddoppiano le tasse sui capital gain per chi guadagna oltre un milione di dollari.

L'arsenale di vaccini per il mondo

In un'Aula semi vuota per il coronavirus, dove sono state ammesse solo 200 persone contro le tradizionali 1.600, Biden rivendica il successo della campagna di vaccinazione e promette che l'America sarà "l'arsenale dei vaccini del mondo come è stata l'arsenale della democrazia durante la Seconda Guerra mondiale". Parla direttamente agli americani, democratici e repubblicani, preoccupati per il loro futuro e ansiosi di tornare alla normalità dopo oltre un anno di pandemia. Lancia un messaggio di speranza, prosperità e leadership globale. Spiega che occorre investire nelle famiglie per affrontare le sfide del futuro, a partire dalla concorrenza cinese.

Gli Usa non cercano il conflitto con la Cina

"Gli Stati Uniti non cercano il conflitto con la Cina ma difenderanno i loro interessi - avverte - aumenteremo la nostra presenza nell'Indo-Pacifico non per scatenare una guerra ma per prevenirla". Racconta di aver parlato a lungo con il presidente cinese Xi Jinping che è determinato a trasformare lo Stato del Dragone "nella piu' importante e influente nazione del mondo".

Xi "e altri autocrati pensano che la democrazia non possa competere con le autocrazie nel 21esimo secolo perché ci vuole troppo ad ottenere il consenso".

Biden cerca la mediazione

Biden cerca una mediazione tra i repubblicani contrari all'aumento delle tasse e delle spese e i democratici che lo vorrebbero ancora più incisivo sul welfare e il ruolo del governo nell'economia. "Se non siete d'accordo su tutto, approviamo almeno le parti su cui concordiamo", propone in vista dell'incontro con una delegazione bipartisan di parlamentari il prossimo 12 maggio.

Gli aiuti alle famiglie

Il suo piano prevede 100 miliardi di spese in educazione e assistenza all'infanzia e 800 miliardi di sgravi fiscali per la classe media e le famiglie a basso reddito. Sono inclusi anche 200 miliardi per l'asilo gratuito e 109 miliardi per i community college gratuiti indipendentemente dal reddito.

La riforma della polizia 

Al Congresso, Biden chiede una riforma della polizia entro il 26 maggio, anniversario della morte di George Floyd, una stretta sulla armi, di "porre fine all'estenuante lotta sull'immigrazione" approvando finalmente una legge. Sollecita a "comprare americano" e si guadagna un applauso bipartisan.

Il Gop: "un sogno socialista che minerà l'economia"

I repubblicani, che hanno affidato la loro risposta a Tim Scott, unico senatore Gop dei colore, parlano di "sogno socialista" che minerà l'economia nel lungo periodo.

Quanto al successo della campagna vaccinale e ai bagliori di ripresa, il merito "va all'amministrazione di Donald Trump", afferma Scott, accusando Biden "di dividere ulteriormente il paese". The Donald, messo al bando sui social, non ha potuto commentare in diretta ma lo farà tra qualche ora in un'intervista a Fox. Biden non lo ha mai esplicitamente nominato ma ha criticato la sua riforma fiscale e ha definito l'assalto al Congresso il peggior attacco alla democrazia dalla Guerra Civile.