Vaccini e 200mila tamponi per evitare 11mila casi a fine agosto. Il report del governo

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Pandemic covid-19 data and research concept. Hud style geographic analyze data on futuristic technology screen. Yellow to red colors are showing infection levels on Italy country map. (Photo: photoman via Getty Images)
Pandemic covid-19 data and research concept. Hud style geographic analyze data on futuristic technology screen. Yellow to red colors are showing infection levels on Italy country map. (Photo: photoman via Getty Images)

Senza un monitoraggio e un tracciamento adeguato in Italia a fine luglio si potrebbe arrivare a 3 mila nuovi positivi ogni giorno per raggiungere al 30 agosto un numero di casi che potrebbe oscillare tra gli 8 mila e gli 11 mila. Una vera e propria quarta ondata che però non avrebbe le stesse, gravissime, conseguenze delle precedenti perché “il vaccino rappresenta una barriera efficace agli effetti peggiori del Covid-19 che, pur continuando a circolare, viene depotenziato in maniera significativa”. Per questo Roberto Speranza dice: “Non bisogna abbassare la guardia rispetto alle misure di contenimento”. Terremo ancora le mascherine al chiuso. Per le discoteche nessuna data.

Uno studio riservato a disposizione dell’esecutivo fotografa la situazione e monitora l’evoluzione della pandemia confrontandola con quanto sta accadendo negli altri Paesi. In particolare con la Gran Bretagna, dove la Delta ha già avuto un picco. Lo pubblica il Corriere della Sera e scrive:

Più tamponi per il tracciamento

La relazione riservata conferma “il momento particolarmente positivo che permette un agile tracciamento dei contatti”. Ma evidenzia “un continuo calo dei tamponi che porta al ribasso i nuovi positivi individuati”. Non solo. Nella prima settimana di luglio “c’è stato un incremento di nuovi casi pari al 13% nonostante il progredire della campagna vaccinale”. Secondo gli esperti un tracciamento efficace prevede di effettuare almeno 200 mila test per non sottovalutare “l rialzo che avverrà nelle prossime settimane”. E invece dal 1° giugno i bollettini quotidiani dimostrano che non si superano quasi mai gli 80 mila test ritenuti “assolutamente sufficienti per tracciare la ripresa della variante così contagiosa come la Delta”.

Per fortuna i vaccini.

Sull’andamento della campagna gli esperti sono molto ottimisti. Nella relazione si conferma che “i vaccini stanno permettendo l’abbattimento della percentuale dei ricoveri rispetto ai positivi e il fatto di aver sfondato il 40% di vaccinati con due dosi avrà un effetto benefico”. La dimostrazione è negli ingressi in terapia intensiva che si sono ridotti o addirittura in alcuni casi azzerati “con l’acclarato effetto protettivo dei vaccini e della messa in sicurezza delle fasce d’età più a rischio”. Ecco perché si “raccomanda di continuare per garantire la doppia dose al più ampio spettro di popolazione possibile”, anche perché la variante Delta “si può depotenziare soltanto con un ciclo a doppia dose”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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