Vaccini, in Emilia-Romagna oltrepassato il 97% di copertura -2-

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Roma, 25 ott. (askanews) - In Emilia Romagna ci sono province, come Ravenna, che oltrepassano abbondantemente il 98% per tutte le vaccinazioni obbligatorie, o come Parma dove si sfiora quasi il 100% per i vaccini introdotti dalla legge regionale. Ma anche Forlì, Cesena e Rimini - che tradizionalmente si assestano su coperture più basse - avanzano visibilmente, arrivando a superare, o a sfiorare di poco, la soglia del 95% e mettendo complessivamente a segno, da dicembre a giugno, una crescita di 2 punti percentuali; inparticolare Rimini evidenzia un recupero massiccio su tutte le vaccinazioni, passando dall'88,3% al 93,4% di copertura per morbillo, parotite e rosolia.

"Parliamo- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, che oggi in viale Aldo Moro ha presentato i dati alla stampa- di una crescita davvero significativa, che peraltro coinvolge l'intero territorio regionale, comprese le aree tradizionalmente più indietro sulla copertura, e riguarda tutte le vaccinazioni, anche quelle non obbligatorie ma solo raccomandate. Questi numeri dimostrano come nella stragrande maggioranza dei casi i genitori abbiano capito il senso della nostra battaglia, che l'Emilia-Romagna ha condotto per prima con uno solo scopo, quello di tutelare la salute pubblica e soprattutto dei bambini più deboli. È indubbio infatti che la legge con cui, a novembre 2016, rendemmo obbligatorie le vaccinazioni per l'iscrizione ai nidi, abbia fatto da traino, dandoci la possibilità di avere più tempo per organizzare, spiegare, fare sì che tutto funzionasse".

"Grazie a un complesso e paziente lavoro svolto con le Aziende sanitarie, i Comuni e le scuole- aggiungono presidente e assessore- abbiamo accompagnato passo passo le famiglie lungo questo percorso, con un metodo di ascolto che oggi mostra di aver dato ottimi frutti. Partendo in netto anticipo rispetto alle altre regioni, abbiamo avuto modo di sensibilizzare i cittadini, con i risultati che oggi vediamo e di cui la nostra comunità, a partire dai più piccoli, può beneficiare. Questo era il senso della nostra legge, che come abbiamo sempre detto non era fatta per escludere, ma per includere e proteggere i più fragili". (Segue)