Vaccini, Gori a Moratti: mia non era polemica contro Lombardia

Red
·1 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 30 mar. (askanews) - "La mia non voleva essere una polemica contro Regione Lombardia: ho ben presente che la sequenza delle vaccinazioni è stata determinata a partire da scelte nazionali, peraltro condizionate, come ho spiegato nel mio intervento a Radio24, dall'iniziale indicazione di non utilizzo del vaccino di AstraZeneca per la popolazione over55: è anche per questo che si sono anteposte varie categorie professionali alla popolazione anziana più fragile. Ma certo siamo di fronte a un paradosso se i ventenni vaccinati sono molti più dei settantenni". Con queste parole il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha controreplicato alla vicepresidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti, dopo la sua risposta alle dichiarazione del primo cittadino a Radio 24.

"Questa mattina a Radio24 ho detto, numeri alla mano, che i 20enni fin qui vaccinati contro il Covid in Lombardia sono più del doppio dei 70enni a cui è stato somministrato il vaccino: 117 mila nella classe di età 20-29, per la precisione, contro 58mila appartenenti alla fascia 70-79 anni, e questo nonostante sia evidente a tutti che i settantenni sono tra i soggetti più vulnerabili, tanto che tra questi si conta ben il 24% dei decessi causati dal virus. A queste osservazioni l'assessore Moratti ha replicato presentando i numeri riguardanti la vaccinazione della popolazione over80: altrettanto importanti, ma non toccano il punto che ho sollevato" ha ribadito Gori. "Confido che da qui in avanti si faccia il massimo sforzo per proteggere attraverso il vaccino le fasce di popolazione più vulnerabili" ha concluso il sindaco di Bergamo.