Vaccini, Grillo e Renzi firmano il patto pro vax di Burioni

Vaccini, Renzi e Grillo firmano l'accordo no vax

No alla pseudoscienza: questo il principio alla base del documento firmato da Matteo Renzi e Beppe Grillo. Il promotore del patto trasversale contro i ciarlatani e gli pseudoscienziati è il noto virologo Roberto Burioni. “Oggi è successa una cosa molto importante”, scrive il medico sul proprio sito web. “Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno sottoscritto (insieme a molti altri) un patto a difesa della scienza. Ci si può dividere su tutto, ma una base comune deve esserci. La scienza deve fare parte di questa base. Perché non ascoltare la scienza significa non solo oscurantismo e superstizione, ma anche dolore, sofferenza e morte di esseri umani”. “Ho ricevuto questo appello per sostenere la scienza da parte del Professor Guido Silvestri, perché il progresso della scienza deve essere riconosciuto come un valore universale dell’umanità”, ha commentato su Twitter il fondatore del M5S. Un importante cambio di rotta per il Movimento, noto per una forte componente no vax al proprio interno. Le mobilitazioni contro i vaccini obbligatori non sono mancate durante la campagna elettorale precedente al 4 marzo.

Il tweet di Burioni

Patto per la scienza, i cinque punti

Il documento stilato da Burioni promuove un impegno da parte delle forze politiche a rispettare cinque punti fondamentali.

  1. Il sostegno alla scienza come valore universale di progresso dell’umanità. Tale sostegno non deve venire meno a causa di divisioni politiche, perché ha come unico scopo il miglioramento della vita di tutti gli esseri umani.
  2. Non sostenere né tollerare alcuna forma di pseudoscienza e pseudomedicina che possono mettere a rischio la salute delle persone. Queste includono le campagne no vax, il negazionismo dell’AIDS e la promozione di terapie non supportate da prove scientifiche.
  3. Il varo e l’applicazione di leggi che impediscano l’operato di quegli psedoscienziati che creano allarmismo e paure ingiustificate tra la popolazione, senza alcuna evidenza medico-scientifica.
  4. L’incremento di programmi capillari di informazione scientifica presso la popolazione, a partire dalla scuola. Tali campagne devono coinvolgere i mass media, i divulgatori scientifici, i comunicatori e tutte le categorie di professionisti sanitari.
  5. Assicurare fondi sufficienti alla ricerca scientifica, a partire da un immediato raddoppio dei fondi del Ministero della Salute per la ricerca biomedica di base.