Vaccini, l'appello degli infettiviologi: tutti i medici ne favoriscano la diffusione

(Adnkronos) - "Occorre favorire l'implementazione di una cultura del vaccino che coinvolga tutti i clinici, dai medici di medicina generale agli infettivologi, passando per quegli specialisti che seguono i malati fragili (oncologi, nefrologi, geriatri, ematologi), a cui la vaccinazione può salvare la vita". E' l'appello lanciato dagli infettivologi, dai medici di famiglia, dai geriatri e dagli igienisti riuniti ieri a Roma per l'evento al ministero della Salute 'La Sanità che vorrei', promosso da Società italiana di malattie infettive (Simit), Società italiana di medicina generale e cure primarie (Simg), Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot) e Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità (Siti).

La campagna vaccinale contro Covid-19 è ripartita con i nuovi booster bivalenti. "Con questa nuova dose sarà possibile stimolare l'immunità contro le nuove varianti, soprattutto nei soggetti più a rischio e in vista anche di una possibile nuova ondata nei mesi invernali - sottolinea Claudio Cricelli, presidente Simg - Le vaccinazioni contro il Covid sono state determinanti nell'arginare la pandemia: secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, grazie ad esse sono state salvate 150mila vite, senza contare la limitazione dei casi gravi. I due vaccini bivalenti recentemente approvati da Aifa proteggono dalla forma originaria di Sars-CoV-2 e dalla variante Omicron; rappresentano una dose booster, volta a rafforzare la protezione di chi ha già effettuato il ciclo primario".

Nei prossimi mesi si profila anche una forma influenzale potenzialmente grave e, visto il lieve impatto degli ultimi due anni, si teme che le protezioni non siano sufficienti. "Per l'influenza, l'obiettivo minimo del 75% della popolazione anziana non è mai stato raggiunto dal 1999 - evidenzia il geriatria Alberto Cella - Dopo un trend crescente dal 2015-16 al 2020-21 (arrivando ad una copertura vaccinale del 65%), nella stagione 2021-22 la copertura negli anziani è purtroppo diminuita del 7% rispetto alla stagione precedente. Eppure, considerando i dati osservati nell'emisfero australe (in Brasile e Argentina), dobbiamo prepararci ad una certa aggressività del virus influenzale, visto che ha avuto il tempo di evolversi e le nostre difese immunitarie non sono state sollecitate nelle ultime due stagioni. Potenzialmente si prepara la tempesta perfetta per la prossima stagione influenzale".

L'attenzione ai vaccini con particolare riguardo alla popolazione sopra i 60 anni e nei soggetti immunodepressi va oltre il Covid e l'influenza. Ci sono infatti alcune infezioni virali e batteriche che possono essere prevenute efficacemente. "I vaccini contro pneumococco, meningococco e Herpes zoster rappresentano una grande opportunità contro infezioni dalle gravi conseguenze - evidenzia Claudio Mastroianni, presidente Simit - Inoltre, intervenire nella limitazione di queste infezioni può costituire un'arma in più nella lotta all'antibiotico-resistenza, che rappresenta la minaccia più significativa dei prossimi decenni. Inoltre, dobbiamo sollevare l'attenzione su altre vaccinazioni verso infezioni emergenti o riemergenti, quali il monkeypox e la poliomielite. In conclusione, occorre favorire l'implementazione di una cultura del vaccino che coinvolga tutti i clinici, dai medici di medicina fenerale agli infettivologi, passando per tutti quegli specialisti che seguono i malati fragili (oncologi, nefrologi, geriatri, ematologi), a cui la vaccinazione può salvare la vita".