Vaccini, mascherine, zona bianca: regole, cosa cambia da giovedì 3 giugno

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Anche se in zona gialla resta il coprifuoco alle 23, in generale in Italia le regole anti-covid continuano ad allentarsi con le vaccinazioni che da giovedì 3 giugno entrano nella fase delle prenotazioni libere, senza classi di età. Nelle regioni in zona bianca (per ora Sardegna, Friuli e Molise) non è più necessario tornare a casa entro una certa ora. Tra le principali novità c'è la possibilità di pranzo e cena non solo all'aperto ma anche 'indoor' nei ristoranti e il consumo al banco nei bar. Con la curva epidemiologica in netto calo, l’Italia fa un nuovo e decisivo passo verso la normalità. Resta l’obbligo di mantenere il distanziamento, di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso e rimangono vietati gli assembramenti.

Anche in zona gialla è dunque consentito il consumo di cibi e bevande all’interno di bar, ristoranti, pizzerie. Le linee guida prevedono, tra l'altro, di: definire il numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria ed alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita; potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura >37,5 °C; rendere obbligatoriamente disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno; adottare misure al fine di evitare assembramenti al di fuori del locale e delle sue pertinenze.

E ancora: negli esercizi che somministrano pasti, raccomandare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. E’ comunque consentito l’accesso, anche in assenza di prenotazioni, qualora gli spazi lo consentano, nel rispetto delle misure di prevenzione previste. In tali attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.

In tutti gli esercizi: disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale.

Le distanze possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione, in un quadro che garantisca comunque il ricambio d’aria; i clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo; bisogna favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei 'a perdere'; al termine di ogni servizio al tavolo, assicurare pulizia e disinfezione delle superfici.

Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio). Dove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.

Per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Questo ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.

Vaccino anti covid per tutti in Italia dal 3 giugno. A partire da giovedì prossimo, le prenotazioni saranno quindi libere e non più per fasce d'età. "Dal 3 giugno si darà la possibilità alle Regioni e alle province autonome, a breve partirà una lettera, di aprire su tutte le classi seguendo il piano, utilizzando tutti i punti di somministrazione, anche quelli aziendali", ha annunciato il commissario straordinario all'emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo. "Le dosi a disposizione saranno 20 milioni", ha precisato Figliuolo, e ogni Regione dovrà regolarsi sul numero di dosi, ma quello che bisogna "evitare è la rincorsa tra Regioni per avere più vaccini".

Tornano gli spettatori in stadi e palazzetti ma in numero limitato. In zona gialla, dal 1° giugno 2021 all'aperto e dal 1° luglio 2021 anche al chiuso, è consentita la presenza di pubblico anche agli eventi e alle competizioni sportive diversi da quelli di cui all'articolo 5 del decreto-legge n. 52 del 2021, esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all'aperto e a 500 per impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, gli eventi e le competizioni sportive si svolgono senza la presenza di pubblico.

Matrimoni nel 2021, in zona bianca ci vorrà il green pass. Lo stabilisce la Conferenza delle Regioni che precisa come "le feste" che si organizzano dopo le "cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida" con l'obbligo che "i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid" secondo quanto "previsto dal decreto del governo". In pratica chi partecipa a una cerimonia, che sia un matrimonio o un battesimo, dovrà presentarsi con il green pass che attesti l'avvenuta vaccinazione, di essere guariti dal Covid o di aver fatto un tampone negativo nelle ultime 48 ore. "L'articolo 9 del decreto 52 di aprile 2021 - si legge nella comunicazione della Conferenza delle Regioni - fa riferimento a certificati che attestino la vaccinazione contro il Coronavirus, la guarigione dal Covid o un test con esito negativo".

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