Vaccini, Nyt: in magazzini Usa milioni dosi AstraZeneca inutilizzate

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 12 mar. (askanews) - Decine di milioni di dosi di vaccino AstraZeneca contro il coronavirus sono immaginazzinate nelle fabbriche americane che le hanno prodotte, in attesa dei risultati dei trial clinici negli Usa, mentre decine di Paesi, tra cui quelli europei, che hanno autorizzato l'uso del preparato, non possono accedervi.

Circa 30 milioni di dosi di vaccino sono immagazzinate nella fabbrica AstraZeneca di West Chester, Ohio, che si occupa dell'infialamento del preparato. Emergent BioSolutions, una società del Maryland a cui AstraZeneca ha appaltato la produzione del vaccino negli usa, ha prodotto l'equivalente di decine di milioni di dosi non ancora infialate, ha detto una fonte dell'amministrazione americana al New York Times.

La vicenda è raccontata in un lungo articolo che spiega che la sorte di quelle fiale è oggetto di un intenso dibattito tra Casa Bianca e funzionari della Sanità americana, al quale partecipa anche la stessa AstraZeneca: c'è chi sostiene che dovrebbero essere cedute a chi ne ha più bisogno, altri dicono che non è ancora il momento di farlo. "Sappiamo che altri governi hanno chiesto al governo Usa un donazione di dosi AstraZeneca e abbiamo chiesto al governo Usa di prestare attenta considerazione a queste richieste" a detto il portavoce del gruppo farmaceutico anglo-svedese Gonzalo Vina.

Ma se il vaccino AstraZeneca è già autorizzato in oltre 70 Paesi, il trial clinico americano non ha ancora dato risultati e l'azienda non ha ancora chiesto l'autorizzazione per l'uso d'emergenza alla Food and Drug Administration. Nei giorni scorsi AstraZeneca, in forte difficoltà con le consegne in Europa, ha chiesto all'amministrazione Biden di prestare i vaccini alla Ue, ma la richiesta è stata negata, conferma una fonte del governo Usa.

L'esitazione, che dovrebbe essere dissipata nelle prossime settimane quando Washington avrà un quadro chiaro sull'andamento della campgana vaccinale, deriva anche dagli obietti ambiziosi che si è posta la Casa Bianca: una prenotazione per un vaccino per ogni adulto americano entro il 1 maggio.