Vaccini obbligatori: in 13 regioni raggiunta l’immunità di gregge

Le regioni coinvolte sono, per la precisione, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna. (Credits – Getty Images)

Da ieri, lunedì 11 marzo, l’accesso all’asilo e alla scuola primaria è vietato ai bambini non in regola con le vaccinazioni. E mentre sono centinaia i casi di studenti lasciati a casa e mentre infuriano le polemiche politiche tra pro-Vax e No-Vax, la legge Lorenzin ha dimostrato di dare i risultati sperati.

Dal 2017 al 2018, infatti, sono salite a 13 le regioni che hanno raggiunto la cosiddetta immunità di gregge, cioè la percentuale di bambini nati nel 2015 vaccinati è salita oltre al 95%. Le regioni coinvolte sono, per la precisione, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna. Ma non è tutto oro quello che luccica.

Il dato, infatti, vale per il vaccino esavalente, quello contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, e influenza di tipo B, mentre le percentuali per il vaccino trivalente sono ancora basse. Le vaccinazioni per rosolia, parotite e morbillo superano la soglia del 95% solo in sei regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio. Anche se il trend, rispetto al 2017, è comunque in crescita ovunque.

La media nazionale di immunizzati contro il morbillo, infatti, arriva al 94,1%, con una crescita del 2,3% rispetto a soli sei mesi prima. E se per Campania e Molise i dati non sono disponibili (sigh), guardando alle maglie nere, le regioni dove i vaccini ancora sono lontani dalla soglia dell’immunità di gregge ci sono il Trentino Alto-Adige (92,10%), con in particolare la provincia di Bolzano che si ferma all’89,36%, il Veneto (93,7%), il Friuli (92,8%) e la Sicilia (92,4%).

Ma non salgono solo le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge Lorenzin. Trainate dalla legge, infatti, crescono anche le coperture tra gli adolescenti (16-18 anni). L’anti-difterica (quinta dose) nei sedicenni aumenta di 4,44% (63,64% nel 2016 contro il 68,08% del 2017) e l’antimorbillo (seconda dose) guadagna il 4,99% (78,86% nel 2016 rispetto all’ 83,85% del 2017); nei diciottenni si osserva un aumento del 3,73% per anti-difterica e +6,06% per la seconda dose di anti-morbillo. Ma la legge sull’obbligo ha fatto da traino anche ai vaccini solamente “raccomandati”, tutti con coperture in deciso aumento. Con l’antipneumococcica che passa dal 90,90 al 91,98% e l’antimengococcica C che dall’82,64% sale all’87,77 %, con un incremento di oltre cinque punti percentuali.

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