Vaccini, Ricciardi: "Legge su obbligo a scuola ha funzionato, non modificarla"

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"Il piano nazionale per la prevenzione vaccinale e la legge sull'obbligatorietà scolastica hanno funzionato benissimo. Inoltre con l'emergenza Covid abbiamo perso numerose vaccinazioni e dunque occorre accelerare per recuperarle. Ecco perché non ritengo sia opportuno modificare l'obbligo" per nessuna delle 10 immunizzazioni necessarie alla frequenza scolastica. Lo afferma all'Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute e docente di Igiene all'Università Cattolica, in merito alla legge del 2017, voluta dall'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, secondo cui l'obbligatorietà di 4 delle 10 vaccinazioni (morbillo, rosolia, parotite e varicella) possa essere rivista ogni tre anni, in base ai dati epidemiologici e alle coperture vaccinali raggiunte.

Non solo mantenere l'obbligo per tutte e dieci. Secondo Ricciardi "dobbiamo accelerare e impegnarci per consolidare i risultati raggiunti, magari anche aggiungendo altre vaccinazioni, come quella contro le meningiti e lo pneumococco".

E' della stessa opinione il presidente della Società italiana di pediatria Alberto Villani che all'Adnkronos Salute dice: "Considerato il calo estremamente preoccupante delle coperture vaccinali a causa di Covid-19 e l'enorme operazione di recupero da fare nei prossimi mesi, ma anche il fatto che in Italia non c'è ancora una cultura vaccinale adeguata, non credo sia il caso di rinunciare all'obbligo per 4 vaccinazioni dell'infanzia".

Il Decreto legge del 7 giugno 2017 n. 73, con 'Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale' - modificato dalla Legge di conversione il 31 luglio 2017, fortemente voluta dall'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin - prevede infatti le seguenti vaccinazioni obbligatorie per i minori tra zero e sedici anni: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. Ma l'obbligatorietà per le ultime quattro (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) è soggetta a revisione ogni tre anni, in base ai dati epidemiologici e alle coperture vaccinali raggiunte.

"Ebbene, in vista del nuovo anno scolastico, e anche tenuto conto di quanto è accaduto nell'emergenza Covid - continua Villani - non penso ci sia ancora nel nostro Paese una cultura vaccinale che ci permetta di rinunciare all'obbligo. I vaccini sono una protezione per l'infanzia - sottolinea il pediatria - Anzi, credo occorra investire per potenziare i centri vaccinali, che saranno chiamati a recuperare le mancate vaccinazioni, ma anche in cultura: facendo educazione sanitaria nelle scuole e illustrando l'importanza dei vaccini", conclude Villani.

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