Vaccini, sindacati: Lombardia non dimentichi lavoratori trasporti

Red
·1 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 11 mar. (askanews) - Nella campagna vaccinale "Regione Lombardia ha unilateralmente deciso che alcune figure professionali dovessero precedere altre rompendo ancora una volta un'omogeneità di criteri nazionali e conseguentemente innescando una competizione tra lavoratori e cittadini". Lo affermano in una nota congiunta i sindacati dei lavoratori dei trasporti lombardi di Cgil, Cisl e Uil, che continuano a chiedere "un'omogeneità nazionale nei criteri e nella modalità della campagna vaccinale perché anche questa priorità per tutto il Paese non diventi causa di ulteriori disuguaglianze e ingiustizie".

"Se Regione Lombardia intende proseguire in un'altra direzione - si legge in una nota - chiediamo che chiarisca i criteri attraverso i quali i lavoratori dei trasporti sono stati considerati essenziali durante il lockdown e lungo i momenti più critici della pandemia e oggi non sono considerati tra i lavoratori più esposti a cui somministrare prioritariamente il vaccino: non chiediamo privilegi ma pretendiamo la necessaria chiarezza sui criteri di scelta perché, senza questa, non si potrà mai parlare di giustizia e di rispetto nei confronti dei lavoratori".

"Apprendiamo dalla stampa - concludono - di un orientamento di Regione Lombardia ad affidare alle aziende la Campagna vaccinale, una scelta che se compiuta amplificherebbe ulteriormente le disuguaglianze fra occupati e non e fra lavoratori delle aziende più grandi e più strutturate e quelle più piccole e più fragili".