Vaccino, Aifa "Margini incertezza su sicurezza AstraZeneca a under 60"

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ROMA (ITALPRESS) - "La sicurezza della somministrazione di Vaxzevria nei soggetti di eta' inferiore a 60 anni rimane un tema ancora aperto, e sul quale vi sono margini di incertezza", tuttavia il Gruppo di Lavoro Emostasi e Trombosi nominato dall'Aifa ritiene che "il completamento della schedula vaccinale rappresenti la strategia di contrasto alla diffusione del virus SARS-Cov-2 che garantisce il migliore livello di protezione". E' quanto emerge da un documento pubblicato da Aifa. L'Agenzia italiana del farmaco ricorda che seguito della segnalazione, in soggetti sottoposti a vaccinazione anti-SARS-CoV-2 con i vaccini a vettore virale Vaxzevria (ChAdOx1 nCov-19 della ditta Astra Zeneca) e Janssen (Ad.26.COV2.S della ditta Johnson & Johnson), di eventi trombotici in sedi atipiche (trombosi dei seni venosi cerebrali e/o del distretto splancnico), associati a piastrinopenia e con decorsi clinici di particolare gravita', ha nominato un Gruppo di esperti in patologie della coagulazione (Gruppo di Lavoro Emostasi e Trombosi) a supporto della Commissione Tecnico Scientifica (CTS).

Il mandato del gruppo, si legge nella nota, era quello di approfondire la plausibilita' biologica degli eventi, identificare le eventuali strategie di minimizzazione del rischio e indicare le modalita' piu' corrette per la gestione clinica di questi eventi rarissimi.

Il documento (strutturato in domande e risposte) rappresenta "le conclusioni del gruppo di esperti ed e' finalizzato a fornire ai medici non specialisti e al personale sanitario le informazioni attualmente disponibili per identificare precocemente e gestire nel modo piu' appropriato questo evento avverso rarissimo".

"L'attenta attivita' di farmacovigilanza gia' in atto - si legge infine nel documento - consentira' di raccogliere dati aggiornati e stabilire l'eventuale necessita' di formulare ulteriori raccomandazioni volte ad ottimizzare, ove appropriato, il profilo beneficio/rischio nel singolo paziente".

"L'uso dei farmaci antitrombotici piu' comunemente disponibili - vale a dire l'acido acetilsalicilico (ASA), l'eparina non frazionata (ENF) e le eparine a basso peso molecolare (EBPM)- e' associato ad un modesto, ma non trascurabile, aumento del rischio emorragico", pertanto "la prescrizione a scopo preventivo di farmaci antitrombotici nei soggetti sottoposti a vaccinazione e' fortemente sconsigliato", sottolinea ancora Aifa, concludendo che "nel setting particolare della vaccinazione con Vaxzevria non si puo' escludere che un soggetto che non abbia sviluppato la rara reazione coinvolgente le piastrine con la prima dose, non possa farlo con la seconda".

(ITALPRESS).

fsc/com

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