Vaccino, almeno 4 aziende pronte a produrlo in Italia

Ilaria Conti
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AGI - Almeno 4 aziende sono pronte a produrre il vaccino anti Covid-19 in Italia e il nostro Paese punta a raggiungere l'autosufficienza entro fine anno. E' quanto emerso dal quarto tavolo sui vaccini che si è svolto oggi al Mise con il ministro Giancarlo Giorgetti, Farmindustria e Aifa.

Intanto Lorenzo Wittum, ad di AstraZeneca Italia, ha fatto sapere di aver avviato "contatti per far sì che la produzione possa essere fatta anche" nel nostro Paese: "già una parte è qui per l'infialamento, ora stiamo interloquendo con le imprese italiane per la produzione della sostanza attiva che serve per il vaccino".     

Avanzamento positivo

Al ministero dello Sviluppo economico è stato evidenziato "un positivo avanzamento di contatti con le aziende disponibili e in grado di produrre in Italia i vaccini anti covid".

"Sono al momento già almeno 4 le aziende pronte a produrre direttamente o conto terzi. - si legge in una nota del Mise - È stata espressa soddisfazione perché l'Italia partecipa così alla competizione a livello europeo per attrarre investimenti e conseguire al più presto, comunque entro l'anno, l'autosufficienza vaccinale anche per il futuro. A questo fine sono necessari non solo gli incentivi economici, che già sono a disposizione, ma anche una semplificazione del quadro normativo e regolatorio  dell'industria farmaceutica nel suo complesso". 

La strada per l'autosufficienza

Il ministro Giorgetti ha ribadito poi che "abbiamo la necessità a livello nazionale di garantirci un'autosufficienza in termine di produzione dei vaccini". “Riteniamo che l'Italia, nel contesto europeo, - ha detto intervenendo al ‘VacciNation - How to win the vaccines race', organizzato dalla Camera di commercio americana in Italia - debba fare tuti gli sforzi possibili affinché in futuro, quando situazioni analoghe potranno ripetersi, sia in grado di dare una risposta più veloce ed efficace di oggi”.

“Dobbiamo attrezzarci per le sfide del futuro”, ha aggiunto. Inoltre ha ricordato che c'è la volontà "di creare un polo-pubblico privato relativo alla farmacia biologica e un polo vaccinale. Crediamo che una collaborazione sulla ricerca, che può produrre risultati nel lungo termine, può funzionare solo se c'è anche qui in Italia un supporto pubblico. Noi cerchiamo partner privati che vogliano condividere questa sfida”.

Il rallentamento dell'Ue

Infine Giorgetti ha affrontato il tema dell'Europa. “Il fatto che in Europa ci siano tanti Paesi che si devono coordinare è un fattore che ha creato qualche problema e creato qualche rallentamento”, sulla produzione e l'approvvigionamento dei vaccini, ha evidenziato. “Con il commissario europeo Breton stiamo cercando di recuperare questo gap e coordinare le catene di produzione in diversi paesi europei”, ha concluso.