Vaccino anti-papillomavirus: pubblicati 2 studi Università di Parma

red/Rus

Roma, 12 gen. (askanews) - Due studi che completano lo sviluppo pre-clinico di un vaccino anti-papillomavirus umano (HPV) di nuova generazione, a cui hanno partecipato ricercatori dell'Università di Parma, sono stati pubblicati alla fine di dicembre su Scientific Reports e Journal of Virology. Il fine ultimo di questi studi è quello di potenziare e incrementare la vaccinazione contro HPV, rendendola accessibile anche ai paesi in via di sviluppo, dove si registra oltre l'80% dei tumori da HPV (tumori della cervice, ma anche orofaringei). Rispetto ai vaccini attualmente in uso, le caratteristiche distintive del vaccino sono un'elevata stabilità termica, uno spettro d'azione assai più ampio nei confronti degli oltre 100 tipi di HPV responsabili di diverse patologie umane e un costo di produzione estremamente ridotto.

Questo ulteriore sviluppo è consistito nella creazione e nella validazione funzionale di una variante potenziata, a singola molecola, di un vaccino ricombinante in grado di neutralizzare tutti gli HPV oncogenici (un totale di circa 14 diversi sierotipi) e almeno 12 tipi virali che causano patologie cutanee benigne, ma clinicamente rilevanti, soprattutto in pazienti immunosoppressi.

Tra gli autori di entrambi gli studi vi sono ricercatori del gruppo dell'Università di Parma guidato da Simone Ottonello (Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale; Biopharmanet-Tec), che per primo ha sviluppato la tecnologia TDMI (Thioredoxin Displayed Multipeptide Immunogens) alla base del vaccino. Il lavoro è frutto di una collaborazione con il laboratorio di Tumorvirus-specific Vaccination Stategies del German Cancer Research Center (DKFZ, Heidelberg) e con l'International Agency for Research on Cancer (IARC, World Health Organization, Lione). (Segue)

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