Vaccino AstraZeneca, ok dall’Aifa “tra i 18 e i 55 anni”

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 30 gen. (askanews) - Dopo il via libera di ieri dell'Ema, per il vaccino AstraZeneca arriva anche il disco verde dell'Aifa. L'Agenzia italiana del farmaco, si legge in una nota, lo ha autorizzato "nei soggetti al di sopra dei 18 anni, come da indicazione EMA".

"L'arrivo di un terzo vaccino rappresenta un importante contributo alla campagna vaccinale in corso", ha commentato il dg di AIFA Nicola Magrini e "AIFA ha fornito indicazioni per ottimizzare l'utilizzo dei vaccini esistenti sfruttandone al meglio le diverse caratteristiche".

La Commissione tecnico-scientifica (CTS) dell'Agenzia, riunitasi oggi, ha confermato la valutazione dell'EMA sull'efficacia (59,5% nella riduzione delle infezioni sintomatiche da COVID-19) e sul rapporto beneficio/rischio favorevole del vaccino. Per la Commissione "abbiamo quindi una valida opzione aggiuntiva nel contrasto della pandemia, anche in considerazione della maggiore maneggevolezza d'uso di questo vaccino. Si tratta di uno strumento che rafforza la campagna vaccinale in Italia e, seppure i dati a disposizione indichino una efficacia inferiore a quella degli altri due vaccini disponibili, la comparazione tra i tre vaccini è difficile, tenuto conto delle diversità delle popolazioni studiate e della necessità di completare gli studi".

"In particolare, i dati degli studi registrativi del vaccino AstraZeneca mostrano un livello di incertezza nella stima di efficacia nei soggetti sopra i 55 anni, in quanto tale popolazione (nella quale tuttavia si è osservata una buona risposta anticorpale) era scarsamente rappresentata.

Nel tentativo di contestualizzare le migliori condizioni di utilizzo di questo vaccino rispetto agli altri vaccini disponibili (BioNTech/Pfizer e Moderna) e sottolineando che una valutazione conclusiva potrà avvenire solo al termine degli studi clinici in corso, la CTS ha quindi suggerito: un utilizzo preferenziale dei vaccini a RNA messaggero nei soggetti più anziani e/o più fragili (per la definizione di specifiche categorie di rischio si rimanda a quanto previsto dal piano strategico per la vaccinazione anti SARS-CoV2/COVID-19 del Ministero della Salute); un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide.

La Commissione si è riservata infine di fornire indicazioni puntuali su aspetti più specifici, quali l'intervallo tra la somministrazione delle due dosi, a seguito di ulteriori approfondimenti.

"Abbiamo una ulteriore arma contro la pandemia - ha osservato in conclusione il presidente Giorgio Palù - Altre presto se ne aggiungeranno. È auspicabile un approccio integrato tra vaccini e terapie anti COVID-19 attualmente in uso e in sperimentazione".