Vaccino AstraZeneca sospeso, oggi il verdetto Ema

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Per il vaccino anti Covid di AstraZeneca, sospeso in Italia e in altri paesi d'Europa, è il giorno del verdetto. Si attendono per oggi le news dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco, che dovrà esprimersi sulla sicurezza del prodotto anglo-svedese e sull'eventuale ripresa delle somministrazioni. Un via libera, ipotesi che al momento appare probabile, consentirebbe all'Italia e agli altri Paesi di ripartire a pieno regime con il piano vaccini.

Lo stop, come noto, è stato deciso in via precauzionale dopo le segnalazioni relative a gravi eventi avversi. Gli sviluppi sul caso sono seguiti con attenzione dall'Italia, visto il 'peso' della fornitura di AstraZeneca nella realizzazione del piano presentato la settimana scorsa. L'azienda avrebbe dovuto inviare 10.042.500 dosi tra aprile e giugno e 24,7 milioni nel trimestre successivo. Per il primo trimestre, quello in corso, sono 5.352.250 le dosi AstraZeneca previste, di queste sono 2.196.000 quelle già distribuite alle regioni.

Finora nell'Ue sono stati segnalati "30 eventi tromboembolici" su circa "5 milioni di vaccinati" con il vaccino di AstraZeneca, ha fatto sapere martedì la direttrice esecutiva dell'Ema Emer Cooke, in conferenza stampa a Bruxelles. "I nostri esperti si riuniscono per analizzare dati e informazioni provenienti dai vari paesi" e forniranno le proprie conclusioni giovedì in relazione ad eventi avversi che potrebbero essere associati alla somministrazione del farmaco. L'esito dell'analisi verrà comunicato probabilmente "nel pomeriggio" di oggi, 18 marzo, ha spiegato ancora.

"Attualmente, non c'è alcuna indicazione che la vaccinazione" con il siero anti-Covid di Astrazeneca "abbia provocato queste condizioni", cioè gli eventi tromboembolici, talora fatali. "Non sono emersi nei trial clinici - ha continuato Cooke - e non sono compresi come effetti collaterali conosciuti o attesi con questi vaccini. Nei trial clinici, sia le persone vaccinate che quelle che hanno ricevuto un placebo hanno registrato numeri molto piccoli di sviluppi legati alla coagulazione del sangue".

"Il Governo italiano ha la massima fiducia in Ema e Aifa, pretendiamo massimo livello di sicurezza e continueremo con la massima attenzione a monitorare sugli eventi avversi. La sospensione temporanea e precauzionale delle somministrazioni di AstraZeneca è frutto di un confronto tra le agenzie regolatorie nazionali e poi dei ministri della Salute", ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza, rivelando che lo stop momentaneo al vaccino AstraZeneca è "arrivato dopo casi trombosi di giovani vaccinati in Germania" e rimarcando che, intanto, in Italia "la campagna di vaccinazione va avanti e avrà un'accelerazione con l'arrivo di 50 milioni di dosi nel secondo trimestre".

Il premier italiano Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron sono "pronti a far ripartire speditamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca" appena arriverà l'ok dell'Ema. Martedì i due leader "hanno avuto uno scambio di vedute sulla decisione presa in molti paesi europei, tra cui l'Italia e la Francia, di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Si tratta di una misura temporanea e cautelativa che durerà fino a giovedì 18 marzo, in attesa della conclusione dell'analisi supplementare condotta dall'Agenzia Europea per i Medicinali". Palazzo Chigi giudica "incoraggianti" le dichiarazioni "preliminari" dell'Ema. "In caso di conclusione positiva dell'analisi dell'Ema, i due leader sono pronti a far ripartire speditamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca".

In attesa che sul caso AstraZeneca si esprima l'Ema, ieri è stata l'Organizzazione mondiale della Sanità a indicare la via: "In questo momento, l'Oms ritiene che i benefici del vaccino AstraZeneca siano superiori ai rischi e raccomanda che continuano le vaccinazioni" con il siero anglo-svedese, ha fatto sapere l'Oms, aggiungendo di essere "in contatto regolare con l'Ema e con le autorità regolatorie nel mondo per le ultime informazioni sulla sicurezza dei vaccini anti Covid. Il comitato consultivo dell'Oms sulla sicurezza dei vaccini sta valutando attentamente gli ultimi dati a disposizione su AstraZeneca, una volta che la revisione sarà completata, l'Oms comunicherà immediatamente i risultati".

Intanto, dall'Unione Europea, arriva la comunicazione di nuovi ritardi da parte di AstraZeneca, che fornirà solo 70 milioni di dosi di vaccino covid all'Ue nel secondo trimestre del 2021. La multinazionale anglo-svedese nei primi 3 mesi dell'anno ha garantito solo 30 milioni di dosi del farmaco. "AstraZeneca ha sottoprodotto e sottoconsegnato", le parole di Ursula von der Leyen, presidente della commissione europea. In compenso, nel secondo trimestre sono attese 55 milioni di dosi di vaccino Johnson & Johnson, il quarto prodotto (dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca) utilizzabile contro il coronavirus. In totale, secondo una stima "conservativa", tra aprile e la fine di giugno l'Unione europea riceverà nel complesso almeno 300 milioni di dosi.